Sospensione patente eccesso velocità: guida completa

La sospensione della patente per eccesso di velocità scatta quando si supera il limite di oltre 40 km/h. Non si tratta di una misura lasciata alla discrezione di chi accerta l'infrazione, ma di una conseguenza automatica. Questa si aggiunge sia alla multa che alla perdita dei punti, rappresentando uno dei provvedimenti più pesanti previsti dal nostro Codice della Strada.

Capire le soglie critiche della velocità

Quando si parla di eccesso di velocità, le conseguenze non sono tutte uguali. Pensa ai limiti come a una serie di "allarmi" con una gravità crescente. Un piccolo sforamento fa suonare una sirena, ovvero la classica multa. Ma se l'eccesso è davvero importante, scatta un vero e proprio sistema di blocco: la sospensione della patente.

Il Codice della Strada è molto chiaro su questo punto e ha stabilito delle fasce precise che determinano quanto sarà dura la sanzione. Superare il limite di poco, infatti, porta a una multa e alla perdita di qualche punto. Ma ci sono due soglie che cambiano completamente le carte in tavola.

Le due fasce che attivano la sospensione

Sono due gli scenari che devi assolutamente conoscere, perché è proprio superando queste soglie che la sanzione accessoria della sospensione diventa una certezza.

  • Superamento del limite tra 40 km/h e 60 km/h: Qui la situazione si fa seria. Oltre a una multa salata e alla decurtazione di 6 punti, scatta la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi.
  • Superamento del limite di oltre 60 km/h: Questa è l'infrazione più grave in assoluto. La sanzione economica diventa ancora più pesante, i punti persi salgono a 10 e la patente viene sospesa per un periodo molto più lungo: da sei a dodici mesi.

È fondamentale capire che non stiamo parlando di una possibilità, ma di una conseguenza diretta e obbligatoria. Se il verbale accerta che hai superato il limite di 41 km/h o più, l’iter per la sospensione parte in automatico. Se vuoi approfondire come funziona questa misura, puoi leggere la nostra guida completa sulla sanzione accessoria della sospensione della patente secondo l'Art. 218.

La sospensione della patente è una sanzione "accessoria". Questo termine tecnico significa semplicemente che si aggiunge sempre alla sanzione principale (la multa). Non è un'alternativa, ma un aggravamento della punizione.

Per rendere il tutto ancora più chiaro, ecco una tabella che riassume le diverse sanzioni.

Tabella riassuntiva sanzioni per eccesso di velocità

Superamento del limite di velocità Sanzione economica Punti decurtati Durata sospensione patente
Entro 10 km/h Da € 42 a € 173 0 Nessuna
Tra 10 km/h e 40 km/h Da € 173 a € 694 3 Nessuna
Tra 40 km/h e 60 km/h Da € 543 a € 2.170 6 Da 1 a 3 mesi
Oltre 60 km/h Da € 845 a € 3.382 10 Da 6 a 12 mesi

Come puoi vedere, le conseguenze diventano progressivamente più severe man mano che la velocità aumenta.

Questa infografica riassume visivamente la gerarchia delle sanzioni, mostrando come la sospensione sia il livello più alto di penalità per l'eccesso di velocità.

Infografica sulla gerarchia delle sanzioni per eccesso di velocità, che mostra icone per velocità, sanzioni e sospensione della patente.

Il concetto è semplice: all'aumentare della velocità, non solo cresce l'importo della multa, ma si aggiungono la decurtazione dei punti e, infine, la sospensione del documento di guida. Le conseguenze, insomma, si accumulano.

Certo, ecco la sezione riscritta secondo le tue indicazioni, mantenendo lo stile, il tono e tutti i requisiti richiesti.


Analisi dettagliata delle soglie di velocità critiche

Superare i limiti di velocità non è mai un gioco a somma zero. Le conseguenze, infatti, cambiano radicalmente a seconda di quanto si è premuto sull'acceleratore. Le multe per infrazioni lievi sono una scocciatura, certo, ma non stravolgono la vita. Esistono però due confini precisi, due vere e proprie "linee rosse" che, una volta superate, fanno scattare un meccanismo punitivo di tutt'altro livello: la sospensione della patente per eccesso di velocità.

Queste soglie non sono state decise a caso. Il legislatore le ha fissate per punire in modo esemplare quei comportamenti di guida che trasformano un'auto in un proiettile incontrollabile, mettendo a serio rischio la sicurezza di tutti. Capire cosa significano questi numeri è il primo, fondamentale passo per proteggere la propria patente.

La prima soglia di allarme: tra 40 e 60 km/h in più

La prima vera soglia critica si attiva quando si supera il limite di velocità di un valore compreso tra i 40 km/h e i 60 km/h. Qui non si parla più di una semplice distrazione al volante, ma di una condotta di guida palesemente pericolosa. E le conseguenze sono immediate e severe.

Mettiamo un caso pratico: stai percorrendo una strada urbana con un limite di 50 km/h. Se l'autovelox ti rileva a 95 km/h (già al netto della tolleranza del 5%), hai superato il limite di 45 km/h. In uno scenario del genere, oltre alla multa e alla perdita di 6 punti, scatta la sospensione della patente da uno a tre mesi. La durata esatta la decide il Prefetto, che valuta le circostanze specifiche dell'infrazione.

Attenzione, questa misura non è a discrezione dell'agente. Una volta accertato il superamento di questa soglia, l'iter per la sospensione parte in automatico, come previsto dalla legge. Per approfondire i dettagli normativi, puoi consultare la nostra guida sull'articolo 142 che regola i limiti di velocità.

Oltre i 60 km/h la sanzione diventa massima

Se superare il limite di 40 km/h è grave, andare oltre i 60 km/h è la violazione più pesante che si possa commettere in materia di velocità. In questo caso, il Codice della Strada non ammette sconti e applica il massimo del rigore. La pericolosità sociale di una simile condotta è considerata talmente alta da giustificare uno stop forzato e molto lungo dalla guida.

Facciamo un altro esempio: viaggiare a 200 km/h in autostrada, dove il limite è 130 km/h, significa superare il limite di ben 70 km/h. Le conseguenze sono drastiche:

  • Sanzione economica: la multa parte da un minimo di 845 euro.
  • Punti patente: vengono decurtati 10 punti in un colpo solo.
  • Sospensione patente: la durata va da un minimo di sei mesi a un massimo di un anno.

Il superamento del limite di oltre 60 km/h è una delle poche infrazioni che, da sola, può portare a una sospensione così lunga. La legge la considera, a tutti gli effetti, l'anticamera di un incidente grave, e la punisce di conseguenza.

Il concetto chiave della recidiva

C'è un altro fattore che può trasformare una situazione già critica in un vero e proprio incubo: la recidiva. Questo termine, in parole semplici, indica il commettere la stessa infrazione grave entro un certo periodo di tempo.

Se un automobilista viene "pizzicato" a superare il limite di oltre 40 km/h per due volte nell'arco di due anni, le conseguenze si aggravano in modo esponenziale.

  • Per la fascia tra 40 e 60 km/h, la seconda volta la sospensione schizza da otto a diciotto mesi.
  • Per la fascia oltre i 60 km/h, la recidiva porta dritto alla revoca della patente.

La revoca è un provvedimento definitivo. La patente viene letteralmente annullata e bisognerà aspettare anni prima di poter sostenere di nuovo gli esami per riaverla. È un meccanismo pensato per colpire duramente chi persevera in comportamenti pericolosi, dimostrando di non aver imparato la lezione la prima volta.

Cosa succede dopo la multa: ecco l'iter di sospensione

Ricevere un verbale per eccesso di velocità non è mai una bella esperienza, ma quando l'infrazione è così grave da comportare la sospensione della patente, la normale ansia si trasforma in vera e propria preoccupazione. L'idea di dover navigare un percorso burocratico complesso può sembrare un labirinto.

In realtà, l'iter segue delle fasi ben precise. Conoscerle è il primo, fondamentale passo per affrontare tutto senza stress e, soprattutto, per capire dove e quando è possibile intervenire per difendersi.

Un agente di polizia che controlla una patente di guida durante un fermo stradale

Tutto l'iter per la sospensione della patente per eccesso di velocità cambia a seconda di un dettaglio cruciale: se sei stato fermato subito da una pattuglia o se hai ricevuto il verbale a casa.

Il primo passo: contestazione immediata o differita

Il modo in cui ti viene notificata la multa dà il via a tutto il processo. Immagina la differenza tra una chiacchierata faccia a faccia e una lettera formale: i tempi e le azioni da compiere cambiano radicalmente.

  1. Contestazione Immediata: Se una pattuglia ti ferma subito dopo aver commesso l'infrazione, gli agenti ti ritirano la patente sul posto. Niente panico, ti rilasciano un permesso provvisorio per tornare a casa o parcheggiare l'auto. Da quel momento, la tua patente viene spedita alla Prefettura competente entro 5 giorni.

  2. Contestazione Differita: Se a "pizzicarti" è stato un autovelox senza pattuglia nei paraggi, riceverai il verbale direttamente a casa. A questo punto, hai l'obbligo di comunicare i dati di chi era al volante. Una volta fatto, scattano 5 giorni di tempo per consegnare fisicamente la patente alla stazione di Polizia o Carabinieri indicata nel verbale.

Un consiglio spassionato: non consegnare la patente è un errore gravissimo. Non serve a bloccare la sospensione, anzi, peggiora solo le cose. Il periodo di stop partirà comunque e rischi una sanzione aggiuntiva molto salata, per non parlare della possibile revoca del documento se commetti altre leggerezze.

Il ruolo centrale della Prefettura

Una volta che la patente è stata ritirata o consegnata, entra in scena l'attore principale di questa procedura: il Prefetto. È la Prefettura del luogo dove hai commesso l'infrazione a dover emettere l'ordinanza ufficiale di sospensione.

Questo documento è il cuore di tutto, perché stabilisce nero su bianco la durata del periodo di stop. Il Prefetto, entro 15 giorni da quando riceve i documenti dagli agenti, emette il provvedimento e te lo notifica.

L'ordinanza di sospensione è l'atto formale che rende effettivo il divieto di guida. Contiene la durata esatta dello stop e le istruzioni su come e dove ritirare la patente una volta finito il periodo.

È importante chiarire che la durata della sospensione non è tirata a sorte. Il Codice della Strada fissa dei paletti (ad esempio, da 1 a 3 mesi per chi sfora il limite di 40-60 km/h), ma la decisione finale spetta al Prefetto, che può tenere conto di eventuali precedenti o della gravità concreta della tua manovra.

Le tempistiche reali dell'intero processo

Molti automobilisti si chiedono: "Ok, ma in pratica quanto tempo passa tra la multa e lo stop effettivo?". Anche se la legge indica tempi stretti, la macchina burocratica a volte può essere un po' lenta.

Ecco un riassunto realistico dell'iter:

  • Giorno 1: Commetti l'infrazione e (se ti fermano) ti ritirano la patente.
  • Entro 5 giorni: Gli agenti inviano patente e verbale alla Prefettura.
  • Entro i 15 giorni successivi: Il Prefetto emette l'ordinanza di sospensione.
  • A seguire: L'ordinanza ti viene notificata a casa.

La sospensione parte ufficialmente dal momento del ritiro, se la contestazione è stata immediata, oppure dalla data scritta sull'ordinanza del Prefetto negli altri casi. Conoscere queste fasi è cruciale, non solo per organizzarsi durante il periodo di stop, ma anche per scovare eventuali ritardi o errori procedurali che potrebbero trasformarsi in un ottimo motivo per fare ricorso.

Certo, ecco la sezione riscritta seguendo le tue indicazioni, con lo stile e il tono di un esperto del settore.


Quanto dura la sospensione e cosa la può aggravare

Capire quanto durerà la sospensione della patente per eccesso di velocità è un po' come fare una stima dei tempi di un viaggio in auto: c'è una durata base, ma poi entrano in gioco diverse variabili che possono allungare, e di molto, il percorso.

Il Codice della Strada fissa dei paletti, ma l'ultima parola spetta sempre al Prefetto, che valuta caso per caso la gravità della tua infrazione.

Il punto di partenza dipende da quanto hai "sforato" il limite:

  • Tra 40 e 60 km/h oltre il limite: la sospensione va da uno a tre mesi.
  • Oltre 60 km/h sopra il limite: qui la faccenda si fa seria, con uno stop che va da sei a dodici mesi.

Questi, però, sono solo i numeri di partenza. Esistono infatti delle circostanze che possono trasformare una semplice sospensione in un problema molto più grande.

La recidiva nel biennio: l'errore da non commettere

L'aggravante che tutti temono, e a ragione, è la recidiva nel biennio. Sembra un termine complicato, ma il concetto è semplice: significa commettere la stessa violazione grave (andare oltre i 40 km/h) due volte nell'arco di due anni. Se ti capita, le conseguenze diventano pesantissime, perché lo Stato interpreta il tuo comportamento come un segnale che la prima lezione non è servita a nulla.

La recidiva trasforma una sospensione temporanea in una potenziale catastrofe per la tua mobilità. Il Codice della Strada la punisce con estrema severità perché identifica un comportamento di guida ostinatamente pericoloso.

In caso di recidiva, la durata della sospensione non aumenta di poco, ma schizza alle stelle:

  • Per la fascia 40-60 km/h, la seconda sospensione va da otto a diciotto mesi.
  • Per la fascia oltre i 60 km/h, non c'è una seconda possibilità: scatta direttamente la revoca della patente.

La revoca è il cartellino rosso. Il tuo documento di guida viene annullato e dovrai aspettare anni prima di poter anche solo provare a riprenderlo da zero.

Altre aggravanti: neopatentati e conducenti professionali

Oltre alla recidiva, ci sono altre situazioni che peggiorano il quadro. Il legislatore ha deciso di usare la mano pesante con alcune categorie di guidatori, considerate più a rischio o con maggiori responsabilità.

Neopatentati
Se hai la patente da meno di tre anni, sei osservato speciale. Le sanzioni per te sono più dure e la durata minima della sospensione viene aumentata. Per farti un esempio, se un guidatore esperto rischia un mese di stop, tu potresti vederti applicare un periodo ben più lungo, a totale discrezione del Prefetto.

Conducenti Professionali
Chi guida per mestiere — camionisti, autisti di autobus, titolari di licenze NCC — è soggetto a un rigore ancora maggiore. Se l'infrazione viene commessa mentre si sta lavorando, le pene si inaspriscono. Il motivo è semplice: la loro guida non mette a rischio solo loro stessi, ma anche passeggeri e altri utenti della strada in un contesto professionale.

Per rendere l'idea di quanto la recidiva cambi le carte in tavola, abbiamo preparato una tabella di confronto.

Confronto durata sospensione prima violazione vs recidiva

Questa tabella mette a confronto la durata della sospensione per una prima infrazione con quella applicata in caso di recidiva nel biennio, evidenziando l'enorme differenza.

Superamento del limite Durata sospensione (prima violazione) Durata sospensione (recidiva nel biennio)
Tra 40 e 60 km/h Da 1 a 3 mesi Da 8 a 18 mesi
Oltre 60 km/h Da 6 a 12 mesi Revoca della patente

Come vedi, i numeri parlano chiaro. Sottovalutare una prima multa per eccesso di velocità è un errore strategico che può costare caro. Quella prima sanzione non è solo una spesa, ma un avvertimento formale: ignorarlo significa mettere a rischio la tua libertà di movimento per un periodo che potrebbe diventare lunghissimo.

Ok, ecco la riscrittura della sezione. Ho seguito alla lettera le tue indicazioni, adottando uno stile umano, esperto e naturale, come se fosse scritto da un professionista del settore, proprio come negli esempi forniti.


Come contestare la sospensione e strategie di ricorso

Ricevere un verbale che parla di sospensione della patente per eccesso di velocità può farti sentire con le spalle al muro. Sembra una sentenza definitiva, ma in realtà è solo l'inizio di un percorso dove hai tutto il diritto di difenderti. Un verbale non è la tavola della legge; al contrario, può essere pieno di errori, i cosiddetti "vizi di forma". Se li trovi, e sai come usarli, puoi far annullare tutto.

Non è un capriccio pensare di contestare una multa, è l'esercizio di un tuo diritto. Gli errori tecnici o procedurali sono molto più comuni di quanto si creda e sono proprio la chiave per costruire una difesa che stia in piedi.

Un avvocato che esamina dei documenti legali in un ufficio, simbolo della contestazione di una multa.

I vizi di forma più comuni da cercare subito

Un "vizio di forma" non è altro che un errore nella compilazione del verbale o durante l'accertamento stesso. Questo errore è così importante da compromettere la validità di tutta la multa. Pensa al verbale come a un contratto: se manca una firma o una clausola chiave, quel contratto è carta straccia. Per le multe vale esattamente lo stesso principio.

Ecco alcuni dei punti deboli più classici su cui si può costruire un ricorso vincente:

  • Autovelox non revisionato o non omologato: Ogni dispositivo che misura la velocità deve superare una revisione periodica, con tanto di certificato. Se questa manutenzione manca o non è nemmeno menzionata nel verbale, la misurazione della velocità è inaffidabile. E la multa si può annullare.
  • Segnaletica stradale assente o messa male: La presenza di un autovelox deve essere sempre anticipata da cartelli specifici, messi a una distanza corretta e ben visibili. Se il cartello è nascosto dalla vegetazione, rovinato o semplicemente non c'è, l'accertamento è illegittimo.
  • Verbale incompleto o pieno di errori: Basta un dato fondamentale sbagliato – la data, l'ora, il luogo esatto dell'infrazione, il modello dell'auto o la norma violata – per invalidare l'intero atto.
  • Mancata indicazione della tolleranza: La legge prevede una tolleranza. Il verbale deve dire chiaramente che la velocità che ti contestano è stata calcolata dopo aver applicato questo margine (il 5%, con un minimo di 5 km/h). Se non lo specificano, è un errore.

Capire dove guardare richiede un occhio allenato. È per questo che affidarsi a professionisti, come il team di MultaKO, fa la differenza: analizziamo ogni riga del verbale per scovare qualsiasi appiglio legale utile alla tua difesa.

Le due strade per presentare il ricorso

Una volta trovato un buon motivo per contestare, hai davanti a te due percorsi principali. Ognuno ha i suoi pro e contro in termini di costi, tempi e procedure.

Scegliere tra Giudice di Pace e Prefetto è una mossa strategica. Non c'è una risposta giusta in assoluto, ma solo quella più adatta al tuo caso specifico, alle prove che hai in mano e a quanto sei disposto a rischiare.

1. Ricorso al Prefetto
Questa è la via amministrativa, che molti vedono come più semplice e immediata.

  • Costi: È gratis. Non devi pagare nessuna tassa (il contributo unificato).
  • Tempi: Devi agire in fretta. Hai solo 60 giorni da quando ricevi il verbale.
  • Procedura: Il Prefetto esamina le carte e prende una decisione. Attenzione, però: se respinge il ricorso, l'importo della multa originale viene raddoppiato.
  • Quando sceglierlo: Perfetto per i vizi di forma palesi, quando l'errore è così evidente che non si può discutere.

2. Ricorso al Giudice di Pace
Questa è la via giudiziaria, che ti permette di discutere il caso in modo più approfondito.

  • Costi: Qui c'è da pagare un contributo unificato, una tassa di iscrizione il cui importo dipende dal valore della multa.
  • Tempi: Il tempo stringe ancora di più: hai 30 giorni dalla notifica per presentarlo.
  • Procedura: Si va in un'aula di tribunale, davanti a un giudice. Qui puoi portare prove, documenti e persino testimoni per sostenere la tua tesi.
  • Quando sceglierlo: È la strada migliore per le contestazioni più complesse, quelle che richiedono di analizzare documenti tecnici (come i certificati di taratura dell'autovelox) o di interpretare la legge.

È fondamentale capire che anche le multe per eccessi di velocità che sembrano piccoli, se si accumulano, possono portare a conseguenze serie. Le multe nella fascia tra i 20 e i 40 km/h sopra il limite rappresentano una fetta enorme delle sanzioni, circa il 30-40% del totale. Difendersi subito, fin dal primo verbale, è cruciale per evitare un effetto domino, specialmente con le nuove norme che inaspriscono le pene per chi commette più violazioni in poco tempo. Se vuoi saperne di più, abbiamo scritto una guida completa sul ricorso al Prefetto.

In conclusione, contestare una sospensione della patente non è una missione impossibile. Con la strategia giusta e il supporto di chi sa dove mettere le mani, puoi trasformare un problema che sembra insormontabile in un'occasione per far valere i tuoi diritti.

Le risposte alle domande più frequenti

Arrivati a questo punto, abbiamo sviscerato quasi ogni aspetto della sospensione della patente per eccesso di velocità. Ma si sa, la burocrazia e le norme stradali sono un labirinto, e i dubbi più concreti saltano fuori proprio quando il problema ci tocca da vicino.

Per questo, ho raccolto le domande più comuni che ci vengono poste ogni giorno. Considera questa sezione come un "pronto soccorso" informativo, una guida rapida per risolvere le questioni più immediate.

Cosa succede se guido lo stesso con la patente sospesa?

Mettiamolo in chiaro subito: guidare con la patente sospesa non è una furbata, ma un errore gravissimo. Il Codice della Strada è spietato su questo punto. Le conseguenze non sono una semplice multa, ma una valanga di problemi molto più seri.

Se ti beccano al volante durante il periodo di stop, le sanzioni sono pesanti e si sommano:

  • Stangata economica: una multa che parte da 2.046 euro e può arrivare fino a 8.186 euro.
  • Fermo amministrativo del veicolo: l'auto resta bloccata per tre mesi.
  • Revoca della patente: ecco il colpo di grazia. La sospensione temporanea si trasforma in un addio definitivo al tuo documento di guida.

E non è finita. Se ti beccano una seconda volta nel giro di due anni, scatta la confisca del veicolo. In pratica, l'auto diventa proprietà dello Stato. Ignorare il divieto di guida significa trasformare un problema risolvibile in un incubo da cui è difficilissimo uscire.

Posso chiedere un permesso per andare al lavoro?

Questa è una delle preoccupazioni più grandi, soprattutto per chi abita lontano dal posto di lavoro e non ha alternative ai mezzi privati. La risposta è: sì, è possibile, ma è una strada in salita e tutt'altro che scontata.

La legge consente di chiedere al Prefetto un permesso di guida limitato, per un massimo di tre ore al giorno, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro. Attenzione: non è un diritto, ma una concessione straordinaria che viene valutata con estrema severità.

Per sperare di ottenerlo, devi presentare un'istanza formale e dimostrare, senza ombra di dubbio, due cose:

  1. L'impossibilità di usare i mezzi pubblici: non basta dire che sono scomodi. Devi provare che non esistono alternative concrete per coprire quella tratta in orari compatibili.
  2. L'indispensabilità del lavoro: devi documentare che il tuo impiego è cruciale per il sostentamento economico tuo e della tua famiglia.

Il permesso in deroga è un'eccezione, non la regola. Il Prefetto decide in totale autonomia, basandosi sulle prove che porti. Se la documentazione è debole, la richiesta verrà respinta.

C'è un altro dettaglio da non sottovalutare. Se il permesso viene concesso, il periodo di sospensione totale della patente si allunga. In pratica, "paghi" le ore di guida autorizzate con un prolungamento dello stop, calcolato in un numero di giorni pari al doppio delle ore di permesso giornaliere.

Come faccio a riavere la patente quando finisce la sospensione?

Finito il periodo di stop imposto dal Prefetto, la patente non ti viene recapitata a casa. C'è un ultimo, piccolo passaggio burocratico da fare per tornare a guidare legalmente.

Alla scadenza del termine indicato sull'ordinanza di sospensione, devi andare di persona a ritirare il documento. L'ufficio competente è quasi sempre quello che te l'ha ritirata: la Prefettura, il comando della Polizia Locale o la stazione dei Carabinieri del luogo dell'infrazione.

Porta con te un documento d'identità valido e la copia dell'ordinanza. Gli agenti controlleranno che il periodo sia concluso e ti restituiranno la patente. Un punto importante: per un eccesso di velocità "semplice" (senza incidenti o altre aggravanti), di solito non sono previsti esami medici o revisioni della patente, a meno che non sia il Prefetto stesso a ordinarlo per casi di particolare gravità o recidiva.

Come funziona davvero la tolleranza dell'autovelox?

Ecco un altro classico, fonte di infiniti dibattiti. La legge prevede un margine di tolleranza per tutti gli strumenti di misurazione della velocità. È un "cuscinetto" a favore dell'automobilista, pensato per compensare eventuali micro-imprecisioni tecniche degli apparecchi.

Questa tolleranza viene applicata sempre prima di calcolare la sanzione, con una regola fissa:

  • Per velocità rilevate fino a 100 km/h, si scalano 5 km/h.
  • Per velocità rilevate oltre i 100 km/h, si scala il 5% del valore misurato.

Facciamo un esempio concreto per capirci. Limite 90 km/h. L'autovelox ti fotografa a 138 km/h. Prima di tutto si applica la tolleranza del 5%, che su 138 km/h è 6,9 km/h (arrotondato per difetto a 6 km/h). La velocità che fa fede per il verbale sarà quindi 138 – 6 = 132 km/h.

La velocità che leggi sul verbale è già quella "netta", calcolata dopo aver applicato questa riduzione. È su quel numero che si stabilisce la fascia della multa, i punti da togliere e l'eventuale sospensione della patente. Controllare che questo calcolo sia stato riportato correttamente sul verbale è una delle prime cose da fare quando si pensa a un ricorso.


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