La prescrizione delle multe auto, in parole povere, è la "data di scadenza" del diritto dello Stato a riscuotere una sanzione. Il termine è fissato in 5 anni dall'ultima notifica valida. Se l'ente creditore non si fa vivo entro questo tempo, semplicemente non puoi più essere obbligato a pagare.
È un concetto che trasforma un potenziale salasso in un risparmio concreto.
Comprendere il concetto di prescrizione per le multe

Ti è mai capitato di ritrovare una vecchia multa dimenticata in un cassetto e chiederti: "E adesso? Devo ancora pagarla?". Ecco, la prescrizione multe auto risponde proprio a questa domanda. Funziona come una clessidra: una volta che la sabbia è scesa tutta, il tempo a disposizione dell'amministrazione pubblica per riscuotere quel debito è finito.
Attenzione, non si tratta di un condono o di un favore. È una regola precisa, stabilita dalla legge per dare certezza ai rapporti tra cittadini e Stato.
Pensa a un buono sconto: se non lo usi entro la data indicata, perde ogni valore. Allo stesso modo, se l'ente che ti ha multato non compie azioni concrete per incassare la somma entro i termini, il suo diritto si estingue. Questo principio ti protegge da richieste di pagamento che spuntano fuori dopo un tempo irragionevole, quando magari è anche difficile difendersi.
Perché questo concetto è fondamentale
Capire questo meccanismo è il primo, vero passo per difendere i tuoi diritti di automobilista. Moltissime persone, per paura o semplice disinformazione, finiscono per pagare multe ormai "scadute". Invece, una rapida verifica dei termini può svelare che quel debito, in realtà, non esiste più.
Ci sono alcuni punti chiave da fissare subito:
- Non è automatica: La prescrizione non scatta da sola. Se ricevi una cartella esattoriale o un sollecito per una multa che pensi sia prescritta, sei tu a doverla contestare attivamente.
- Il tempo è tutto: L'elemento cruciale è il passare del tempo. Se in quel periodo l'ente non ti ha inviato atti validi per interrompere il conteggio, la partita è chiusa.
- La legge è dalla tua parte: L'articolo 209 del Codice della Strada è chiarissimo: il termine è di cinque anni per le sanzioni amministrative che nascono da violazioni stradali.
In sostanza, la prescrizione è uno scudo legale che mette un paletto temporale all'azione della pubblica amministrazione. Se quel paletto viene superato, l'obbligo di pagamento svanisce.
Questa guida ti accompagnerà, passo dopo passo, ad analizzare la tua situazione. Ti daremo gli strumenti per capire se i tempi sono stati rispettati e, soprattutto, come agire di conseguenza. Proseguendo nella lettura, scoprirai nel dettaglio come si calcolano i tempi, cosa sono gli atti che interrompono la prescrizione e quali sono i passaggi pratici per una contestazione efficace. Per un'analisi più tecnica, puoi consultare il nostro articolo che approfondisce la prescrizione delle sanzioni amministrative.
Ricorda: verificare la validità di una multa non è solo un tuo diritto, ma un'opportunità concreta per evitare spese che non sei tenuto a sostenere.
Certo, ecco la riscrittura della sezione richiesta. Ho seguito lo stile degli esempi forniti, adottando un tono da esperto, naturale e diretto, come se fosse scritto da una persona con anni di esperienza nel settore.
I termini esatti per la prescrizione delle multe
Per capire se una multa è caduta in prescrizione non basta avere un’idea generica del tempo passato. Bisogna conoscere le scadenze precise fissate dalla legge, che sono dei veri e propri paletti invalicabili. Il processo, infatti, segue una cronologia ben definita, con due termini fondamentali che ogni automobilista dovrebbe avere ben chiari in mente.
Immagina una staffetta con due corridori. Il primo è l'ente che ha accertato la violazione (come la Polizia Locale), e il secondo è il tempo. Se uno dei due non rispetta i suoi tempi, la gara è persa. E la multa non è più dovuta. Vediamo nel dettaglio quali sono queste due tappe cruciali.
La prima scadenza: la notifica entro 90 giorni
Il primo cronometro scatta subito dopo l'infrazione. Dal momento in cui la violazione viene accertata, l’ente ha un tempo massimo di 90 giorni per notificarti il verbale. Attenzione: questo termine è perentorio, il che significa che non ammette alcun ritardo.
Ma cosa vuol dire "accertata"? Se la multa ti viene contestata subito da un agente, il problema non si pone. Se invece la violazione è rilevata da un apparecchio elettronico, come un autovelox o una telecamera ZTL, la data dell'accertamento è quella dell'infrazione stessa.
Quindi, se la raccomandata con il verbale ti arriva a casa il 91° giorno (o anche dopo), la notifica è palesemente tardiva. Questo basta per rendere la multa illegittima e, di conseguenza, annullabile.
La seconda scadenza: la prescrizione in 5 anni
Una volta che il verbale ti è stato notificato correttamente entro i 90 giorni, parte il secondo e più lungo cronometro: quello della prescrizione vera e propria. Da quel momento, l'ente ha 5 anni di tempo per riscuotere la somma che ti ha chiesto.
A dirlo è l'articolo 209 del Codice della Strada, che è chiarissimo: "la prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni (…) si compie nel termine di cinque anni".
Durante questo lungo periodo, se non ricevi nessun altro atto ufficiale (quelli che vedremo tra poco, chiamati "atti interruttivi"), il tuo debito si estingue. È come un conto alla rovescia che, una volta arrivato a zero, cancella per sempre l'obbligo di pagare.
Un punto, però, deve essere chiarissimo: i 5 anni non partono dalla data dell'infrazione, ma dall'ultima comunicazione valida che hai ricevuto. Se dopo la notifica del verbale non senti più nulla, i cinque anni partono proprio da lì.
Dalla multa alla cartella: un percorso a tappe
Il ciclo di vita di una multa non pagata segue un percorso preciso, e conoscerne le fasi ti aiuta a tenere d'occhio i tempi.
- L'Infrazione: È il momento in cui violi una norma del Codice della Strada. Da qui parte il conteggio dei 90 giorni.
- La Notifica del Verbale: L'atto ufficiale con cui ti informano della sanzione. Deve arrivare entro 90 giorni. Se lo ricevi, da questa data inizia il conteggio dei 5 anni per la prescrizione.
- La Cartella Esattoriale: Se non paghi (e non fai ricorso), l'ente affida il recupero del credito all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, che a sua volta ti manderà una cartella di pagamento.
Anche la notifica della cartella esattoriale deve rispettare i tempi. Deve arrivarti entro il termine di 5 anni dalla notifica del verbale. Se arriva dopo, il tuo debito è già prescritto. Se invece arriva prima, interrompe la prescrizione e fa ripartire da zero un nuovo conteggio di 5 anni.
Per aiutarti a fissare questi concetti, ho preparato una tabella che riassume tutto in modo semplice e visivo.
Riepilogo dei termini chiave per la validità di una multa
| Fase del processo | Termine massimo previsto dalla legge | Conseguenza del mancato rispetto |
|---|---|---|
| Notifica del verbale | 90 giorni dall'accertamento della violazione | La multa è illegittima e può essere annullata con un ricorso. |
| Prescrizione del diritto | 5 anni dall'ultima notifica valida (verbale o atto successivo) | Il debito si estingue e non sei più tenuto a pagare. |
| Notifica di atti successivi | Deve avvenire entro i 5 anni per "azzerare" il cronometro | Se l'atto arriva dopo la scadenza dei 5 anni, è inefficace. |
Capire questa timeline è il primo, fondamentale passo per costruire una difesa efficace. Ti permette di calcolare da solo se i termini sono stati rispettati e se, nel tuo caso, ci sono i presupposti per non pagare.
Cosa sono gli atti interruttivi e come azzerano i tempi
Molti pensano che basti aspettare cinque anni dal giorno dell'infrazione per vedere una multa sparire nel nulla. Purtroppo, la realtà è un po' più complicata. C'è un meccanismo legale che può "resettare" il conto alla rovescia della prescrizione, facendolo ripartire da zero. Parliamo degli atti interruttivi.
Immagina la prescrizione come un cronometro di cinque anni che scatta dall'ultima notifica che hai ricevuto. Ogni volta che l'ente che vanta il credito ti invia una comunicazione ufficiale, riconosciuta dalla legge, quel cronometro si ferma di colpo e si azzera. Un nuovo conteggio di cinque anni riparte proprio dal giorno in cui hai ricevuto quel nuovo atto.
Questo è un punto fondamentale, perché cambia tutta la prospettiva. Non conta solo quanto tempo è passato dalla multa originale, ma quanto ne è trascorso dall'ultima azione ufficiale fatta dall'ente per riscuotere i soldi.
Quali atti azzerano il cronometro della prescrizione
Attenzione, non tutte le comunicazioni hanno il potere di interrompere la prescrizione. Un semplice avviso lasciato sul parabrezza, per esempio, non ha alcun valore legale da questo punto di vista. Gli atti interruttivi devono essere notificati in modo formale, di solito con una raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), per avere la prova certa che tu li abbia ricevuti.
Ecco gli atti interruttivi più comuni che devi imparare a riconoscere:
- La notifica del verbale originale: È il primissimo atto che fa partire il conteggio dei cinque anni.
- La cartella esattoriale: Se non paghi la multa, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ti notifica questo atto. Il tempo trascorso si azzera e un nuovo periodo di cinque anni ricomincia.
- L'intimazione di pagamento: Se ignori anche la cartella, prima di passare a misure più drastiche come il fermo amministrativo, l'Agenzia ti invia un'ultima richiesta. Anche questa interrompe la prescrizione.
- Il preavviso di fermo amministrativo: Questa comunicazione, che ti avvisa dell'imminente blocco della tua auto, è un altro potente atto interruttivo.
- Un atto di pignoramento: Se il processo va ancora avanti, un atto di pignoramento sui tuoi beni (come il conto in banca) resetta ancora una volta il cronometro.
Capire la natura di questi atti è tutto. Un sollecito inviato con posta normale non interrompe nulla, mentre una cartella esattoriale notificata via PEC sì. È la prova della notifica che fa tutta la differenza.
L'attività di controllo sulle strade italiane è massiccia e genera un volume enorme di verbali. Giusto per darti un'idea, nel 2023, la Polizia Stradale ha contestato 1.602.794 infrazioni, di cui ben 462.312 solo per eccesso di velocità. Questi numeri fanno capire quanto sia facile prendere una multa e, di conseguenza, quanto sia importante conoscere le regole del gioco.
Questa infografica ti aiuta a visualizzare la timeline della prescrizione e il ruolo degli atti interruttivi.

Come vedi dall'immagine, ogni atto notificato correttamente sposta la "data di scadenza" della multa sempre più in là, rendendo cruciale ricostruire la cronologia con precisione.
L'importanza di conservare ogni documento
Per verificare se una multa è davvero andata in prescrizione, devi trasformarti in un piccolo investigatore. La tua arma più potente? L'archivio di tutti i documenti che hai ricevuto. È fondamentale conservare non solo gli atti, ma anche le buste delle raccomandate con i timbri postali o le ricevute di consegna della PEC.
Questi dettagli, che a prima vista sembrano inutili, sono in realtà le prove che ti permettono di ricostruire l'esatta cronologia degli eventi. Solo così potrai calcolare con certezza se tra un atto interruttivo e il successivo sono passati più di cinque anni. Se riesci a dimostrarlo, hai in mano la chiave per far annullare la multa. Per capire meglio i dettagli, puoi leggere il nostro approfondimento su quando le multe vanno in prescrizione.
Senza questa documentazione, contestare la richiesta di pagamento diventa una missione quasi impossibile.
Come gestire una cartella esattoriale per una vecchia multa

Ricevere una cartella esattoriale per una multa dimenticata da anni è un’esperienza che mette subito in allarme. Spesso è proprio così che un automobilista scopre di avere un vecchio debito che, in buona fede, credeva ormai cancellato dal tempo. Ma cosa fare quando ti trovi questa comunicazione ufficiale tra le mani?
La prima regola, quella d’oro, è: non ignorarla mai. La cartella esattoriale non è una semplice lettera, ma un atto formale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Far finta di niente significa dare il via libera a procedure ben più spiacevoli, come il fermo amministrativo del veicolo.
Invece di farsi prendere dal panico, bisogna trasformare la preoccupazione in un'azione mirata. La chiave è analizzare quel documento con lucidità, perché molto spesso la soluzione per annullare tutto è scritta proprio lì, tra le righe.
I due controlli da fare subito
Appena apri la busta, metti da parte l'ansia e concentrati su due elementi fondamentali. Questi due controlli ti daranno immediatamente un quadro chiaro sulla validità della richiesta di pagamento.
- Verifica la data di notifica del verbale originale: La cartella deve riportare i dettagli della multa da cui tutto è partito. Cerca la data in cui ti è stato notificato il primissimo verbale.
- Controlla la data di notifica della cartella: Ora, prendi nota del giorno esatto in cui hai ricevuto la cartella esattoriale che hai in mano.
A questo punto, confronta le due date. Se tra la notifica del primo verbale e quella della cartella sono trascorsi più di cinque anni, e nel frattempo non hai ricevuto nessun altro avviso, hai ottime possibilità che la prescrizione delle multe auto sia già scattata.
In parole povere, la cartella esattoriale ha il potere di interrompere la prescrizione, ma per farlo deve arrivare prima che i 5 anni siano scaduti. Se arriva anche un solo giorno dopo, è fuori tempo massimo e il debito è di fatto estinto.
Questo meccanismo è importantissimo, specialmente se pensiamo che la gestione delle sanzioni stradali è un business colossale. Solo per darti un'idea, nel 2025 in Italia sono stati incassati 1,89 miliardi di euro dalle multe. Nonostante un calo rispetto all'anno prima, questa cifra fa capire quanto gli enti siano incentivati a recuperare i crediti, a volte anche tentando la riscossione di debiti ormai scaduti. Se vuoi approfondire l'andamento degli incassi, puoi dare un'occhiata a questo articolo sulla Gazzetta dello Sport.
Come muoversi se si sospetta la prescrizione
Se i tuoi calcoli ti dicono che i cinque anni sono passati, hai due strade principali per far valere i tuoi diritti e ottenere l'annullamento della cartella. La scelta dipende dalle tempistiche e dalla tua situazione.
- Ricorso in autotutela (o istanza di sgravio): È il percorso più semplice e non costa nulla. In pratica, si tratta di inviare una richiesta formale sia all'ente che ha emesso la multa (ad esempio, il Comune) sia all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Nella richiesta, spieghi che il debito è prescritto e chiedi di cancellare la cartella.
- Ricorso al Giudice di Pace: Se l'autotutela non porta a nulla o se preferisci un'azione legale più diretta, puoi presentare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della cartella. Questa opzione ha dei costi (il contributo unificato), ma ti garantisce una decisione definitiva da parte di un giudice.
Qualunque strada tu scelga, il tempo è un fattore cruciale. Agire entro i termini previsti dalla legge è l'unico modo per contestare la cartella in modo efficace e far valere la prescrizione. Per una guida più dettagliata, leggi il nostro articolo dedicato proprio alla prescrizione della cartella esattoriale.
In conclusione, ricevere una cartella non è una condanna, ma l'inizio di un'analisi. Con le informazioni giuste, puoi verificare se la richiesta è legittima e, se i termini sono scaduti, opporti con successo, trasformando un grosso problema in un sospiro di sollievo.
La guida pratica per contestare una multa prescritta
Ok, la teoria sulla prescrizione è chiara. Ma adesso, che si fa? Se hai in mano una multa o una cartella esattoriale e hai il sospetto che sia "scaduta", è il momento di passare all'azione. Questa non è solo una guida, ma un vero e proprio piano d'azione per trasformare un dubbio in una vittoria.
L'errore più grande? Sperare che il problema sparisca da solo. Non succederà. Al contrario, con un approccio metodico e le informazioni giuste puoi far valere i tuoi diritti e avere ottime possibilità di successo. Vediamo insieme come muoversi, passo dopo passo, dalla ricerca dei documenti fino alla scelta dell'arma legale più efficace.
Passaggio 1: Diventa un detective del tuo caso (Analisi e raccolta documenti)
Prima ancora di pensare a un ricorso, devi mettere ordine. Ogni contestazione che si rispetti si basa su una cosa: le prove. Senza i documenti giusti, anche il diritto più palese rischia di rimanere inascoltato.
La tua missione è semplice: recuperare ogni singolo pezzo di carta o file digitale legato a quella multa.
- Il verbale di accertamento originale: È da qui che tutto parte. Cerca la data in cui ti è stato notificato.
- La busta della raccomandata o la ricevuta PEC: Mai buttarle! Il timbro postale o la data di consegna certificata sono la prova regina della data di notifica.
- Eventuali solleciti di pagamento: Anche se spesso non interrompono la prescrizione, aiutano a ricostruire la storia degli eventi.
- La cartella esattoriale: Se hai ricevuto questo atto, è il documento chiave per calcolare il tempo passato dalla notifica precedente.
- Qualsiasi altra comunicazione ufficiale: Preavvisi di fermo, intimazioni di pagamento… tutto ciò che ti è stato formalmente comunicato è importante.
Una volta che hai tutto, mettilo in ordine cronologico. Sembra banale, ma ti darà una visione chiarissima della "storia" della tua multa e ti permetterà di calcolare i termini di prescrizione senza possibilità di errore.
Passaggio 2: Scegliere l'arma giusta (Lo strumento di contestazione)
Hai fatto i conti e hai scoperto che tra un atto e l'altro sono passati più di cinque anni? Ottimo. Ora devi decidere come far valere la prescrizione. La legge ti offre tre strade principali, ognuna con i suoi pro e i suoi contro.
Istanza di sgravio in autotutela: È la via più diretta ed economica. In pratica, scrivi una richiesta formale (via PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno) sia all'ente che ha emesso la multa (es. il Comune) sia all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Nell'istanza spieghi, in modo semplice e chiaro, perché il debito è prescritto, allegando le prove che hai raccolto.
- Vantaggi: Non costa nulla e non serve un avvocato.
- Svantaggi: L'ente non ha un obbligo preciso di risponderti e potrebbe semplicemente ignorare la tua richiesta.
Ricorso al Prefetto: Attenzione, questa opzione è valida solo per contestare il verbale originale, non la cartella esattoriale. Se il verbale ti arriva dopo 90 giorni, per esempio, puoi fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni.
- Vantaggi: La procedura è gratuita.
- Svantaggi: Se perdi, la multa raddoppia. E soprattutto, non è la strada giusta se il tuo problema è la prescrizione di una cartella già notificata da tempo.
Ricorso al Giudice di Pace: Questo è lo strumento più potente, specialmente contro una cartella esattoriale. Hai 30 giorni di tempo dalla notifica della cartella per presentare il ricorso. Sarà un giudice a valutare le tue ragioni e a emettere una decisione definitiva.
- Vantaggi: Ottieni una risposta imparziale e vincolante.
- Svantaggi: C'è un costo (il contributo unificato, che parte da 43 € per multe sotto i 1.100 €) e richiede un minimo di formalità nella stesura dell'atto.
La scelta dipende solo dalla tua situazione. Per una cartella palesemente prescritta, l'autotutela è un ottimo primo tentativo. Se non ottieni risposta o vuoi una soluzione certa e definitiva, il Giudice di Pace è la via maestra.
Agire informati fa la differenza (e ti fa risparmiare)
Contestare una multa, però, non è solo una questione di tempo. Spesso, le multe nascondono altri difetti, come quelle emesse da autovelox senza la necessaria omologazione. Questo problema è diventato così diffuso da avere un impatto enorme sugli incassi dei comuni. Nel 2025, città come Milano (-17%) e Roma (-18,6%) hanno visto crollare i proventi delle multe. Il motivo? Come ha sottolineato il Codacons, non è che gli italiani siano diventati improvvisamente più disciplinati, ma è che molti autovelox "irregolari" sono stati spenti dopo le sentenze della Cassazione. Se vuoi farti un'idea, puoi approfondire l'argomento leggendo questo articolo sui dati delle multe stradali.
Questo ti fa capire una cosa importante: oltre alla prescrizione, ci sono tanti altri vizi di forma che possono annullare un verbale. È qui che un servizio specializzato come MultaKO fa la differenza. Il nostro team di esperti non si limita a controllare la prescrizione: analizza ogni singolo dettaglio del verbale per scovare qualsiasi appiglio utile a un ricorso vincente. Ti guidiamo nella scelta della strategia migliore e gestiamo per te tutta la burocrazia, trasformando una procedura legale complessa in un percorso semplice e chiaro.
Le domande più frequenti sulla prescrizione delle multe
A questo punto, dovresti avere un quadro abbastanza chiaro di come funziona la prescrizione. L’esperienza, però, ci insegna che ci sono sempre alcuni dubbi che tornano a galla. Abbiamo quindi messo insieme le domande che ci vengono fatte più spesso, con risposte semplici e dirette per spazzare via ogni incertezza.
Considera questa sezione come un piccolo manuale pratico per consolidare quello che hai imparato e sentirti più sicuro nell'affrontare la burocrazia.
Da quando partono i 5 anni della prescrizione?
Questa è la domanda da un milione di dollari, e anche la principale fonte di confusione. Moltissimi pensano che il tempo inizi a scorrere dal giorno in cui hanno commesso l’infrazione. Sbagliato. I 5 anni partono dal giorno in cui hai ricevuto l'ultima notifica ufficiale e valida legata a quella multa.
Vediamo un paio di esempi pratici per capirci meglio.
- Scenario 1: Ricevi il verbale a casa il 10 gennaio 2024. Se da quel giorno e per i cinque anni successivi non ricevi nient’altro, la multa andrà in prescrizione il 10 gennaio 2029. Fine della storia.
- Scenario 2: Dopo il verbale del 2024, il 15 marzo 2027 ti arriva una cartella esattoriale. Quella cartella è un atto che interrompe tutto. Il cronometro si azzera e un nuovo periodo di cinque anni riparte da capo. La prescrizione, in questo caso, slitterà al 15 marzo 2032.
È proprio questo meccanismo di "reset" che rende fondamentale conservare ogni singolo documento, comprese le buste delle raccomandate o le ricevute PEC. Solo così potrai ricostruire la cronologia e capire se una richiesta di pagamento è legittima o meno.
L'avviso lasciato sul parabrezza interrompe la prescrizione?
Assolutamente no. Quel foglietto che trovi infilato sotto il tergicristallo non è altro che un "preavviso di accertamento". A livello legale, vale zero. Non interrompe nulla, non fa partire il conteggio dei 5 anni di prescrizione e nemmeno quello dei 90 giorni per la notifica ufficiale.
L'unico documento che conta davvero è il verbale vero e proprio, quello che ti arriva a casa tramite raccomandata o PEC. Il foglietto sul parabrezza è solo una comunicazione informale, un modo per farti pagare subito con uno sconto. Ma non ha alcun effetto sulla validità della multa.
Quindi, se lo ignori non succede nulla di male. La cosa importante è aspettare il verbale ufficiale e, una volta arrivato, controllare che ti sia stato notificato entro i 90 giorni previsti dalla legge.
Che rischio se non contesto una cartella per una multa prescritta?
Questo è l'errore più grave che tu possa fare. Se ricevi una cartella esattoriale per una multa che secondo te è prescritta ma decidi di ignorarla, il debito diventa definitivo. Anche se avevi ragione tu, il tuo silenzio viene interpretato come un'accettazione.
Una volta che sono scaduti i termini per fare ricorso (di solito 30 giorni per il Giudice di Pace o 60 per la Commissione Tributaria), hai perso la possibilità di far valere la prescrizione.
A quel punto, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha il via libera per passare alle maniere forti. E questo può significare:
- Fermo amministrativo: La tua auto viene "bloccata" e non puoi più usarla.
- Pignoramento: Prelievo forzato di soldi dal tuo stipendio, dalla pensione o direttamente dal conto in banca.
La regola d'oro è agire subito. Appena ricevi una cartella, controllala. Se hai il sospetto che sia prescritta, avvia subito la contestazione.
La prescrizione cancella anche interessi e maggiorazioni?
Sì, cancella tutto. Quando una multa va in prescrizione, il debito si estingue completamente, senza lasciare strascichi. Questo significa che spariscono:
- L'importo originale della multa.
- Gli interessi di mora accumulati.
- Le maggiorazioni che scattano ogni sei mesi.
- Qualsiasi altra spesa legata alla riscossione.
Il principio è semplice: se il diritto a riscuotere la multa è venuto meno, la stessa sorte tocca a tutti gli "accessori". L'annullamento è totale, liberandoti da ogni peso economico legato a quella vecchia infrazione.
Hai ancora dubbi su una multa che hai ricevuto? Potrebbe essere prescritta o avere altri difetti che non conosci. Prima di pagare, fai una verifica. MultaKO analizza gratis il tuo verbale e ti dice se ci sono le basi per un ricorso vincente, gestendo tutta la pratica al posto tuo. Scopri come contestare senza stress su https://www.multako.com.

