Multe per eccesso di velocità punti: guida completa

Beccarsi una multa per eccesso di velocità può costare caro, non solo al portafoglio: la perdita di punti sulla patente può andare da 3 a 10, a seconda di quanto si è pigiato sull'acceleratore. Se superi il limite di poco, fino a 10 km/h, te la cavi senza decurtazione. Ma oltre quella soglia, le cose si fanno via via più serie.

Cosa devi sapere su multe, velocità e punti

Ammettiamolo: ricevere una multa per eccesso di velocità è una bella scocciatura, spesso fonte di stress e confusione. Questa guida nasce proprio per fare un po' di chiarezza su come funziona il sistema di sanzioni in Italia, spiegando in modo diretto e semplice le regole su multe e decurtazione dei punti. Capire le basi è il primo, fondamentale passo per gestire la situazione senza farsi prendere dal panico.

L'obiettivo è darti un quadro completo per capire subito cosa rischi e, soprattutto, quali sono i tuoi diritti. Partiamo dalle fondamenta: le diverse fasce di infrazione, le sanzioni economiche e come funziona il meccanismo che ti fa perdere i punti.

Le fondamenta del sistema sanzionatorio

Tutto parte dall'articolo 142 del Codice della Strada, che fissa i paletti, ovvero i limiti di velocità da non superare a seconda del tipo di strada che stai percorrendo:

  • Autostrade: il limite è 130 km/h, che scende a 110 km/h se piove.
  • Strade extraurbane principali: qui il limite è di 110 km/h, ridotto a 90 km/h in caso di maltempo.
  • Strade extraurbane secondarie: il limite generale è 90 km/h.
  • Centri abitati: la regola è 50 km/h, a meno che non ci siano segnali che indicano un limite diverso.

Questi numeri sono il punto di partenza per calcolare ogni violazione. Ricorda che ogni chilometro orario in più ha un peso, non solo in euro ma anche sul saldo dei punti della tua patente.

Capire la tolleranza degli autovelox

Ecco un punto cruciale, che spesso genera confusione: la tolleranza strumentale. Per legge, la velocità che l'autovelox "legge" non è quella che finisce scritta sul verbale. Viene sempre applicato uno "sconto" per tenere conto di possibili, piccole imprecisioni del dispositivo.

La tolleranza è di 5 km/h per velocità rilevate fino a 100 km/h. Superati i 100 km/h, la tolleranza diventa del 5% della velocità rilevata. Facciamo un esempio pratico: se vieni "pizzicato" a 138 km/h in autostrada, la velocità che verrà messa a verbale sarà di 131,1 km/h (138 meno il suo 5%). In questo modo, rientri nella prima fascia di sanzione e non in quella, ben più severa, successiva.

Questa regola è un dettaglio da non sottovalutare, perché può fare tutta la differenza del mondo: quella tra una semplice multa e una che ti costa punti o, peggio, la sospensione della patente.

Per avere un'idea ancora più chiara, abbiamo preparato una tabella che riassume tutto.

Riepilogo sanzioni e punti per eccesso di velocità

Questa tabella ti offre una visione d'insieme delle conseguenze, mettendo in relazione diretta il superamento del limite con le sanzioni pecuniarie, i punti persi e le eventuali "punizioni" accessorie come la sospensione della patente.

Superamento del limite Sanzione pecuniaria Punti decurtati Sanzione accessoria
Entro 10 km/h Da 42 a 173 € 0 Nessuna
Oltre 10 km/h e fino a 40 km/h Da 173 a 694 € 3 Nessuna
Oltre 40 km/h e fino a 60 km/h Da 543 a 2.170 € 6 Sospensione patente da 1 a 3 mesi
Oltre 60 km/h Da 845 a 3.382 € 10 Sospensione patente da 6 a 12 mesi

Come puoi vedere, le sanzioni si inaspriscono parecchio all'aumentare della velocità, quindi è fondamentale prestare la massima attenzione.

Questa infografica riassume visivamente l'impatto crescente delle sanzioni, mostrando come un piccolo errore possa avere grandi conseguenze.

Infographic about multe per eccesso di velocità punti

Come si nota subito, le conseguenze non sono solo una questione di soldi. Diventano drasticamente più pesanti man mano che la velocità sale, con sanzioni accessorie che arrivano a limitare il tuo diritto di guidare. Con queste basi, ora sei pronto per approfondire i dettagli e capire come muoverti.

Come funziona la decurtazione dei punti sulla patente

La multa è solo la prima parte della storia. La vera preoccupazione, per molti automobilisti, è la perdita di punti, una conseguenza che va a toccare direttamente il "cuore" della patente di guida.

Pensa ai punti come a un capitale di fiducia che lo Stato ti affida. Ogni infrazione seria lo erode, avvicinandoti a provvedimenti ben più fastidiosi, come la temuta revisione della patente.

Il meccanismo, per fortuna, non è casuale ma progressivo. Non si tratta di una punizione uguale per tutti, ma di una sanzione che si adatta alla gravità del tuo errore. Superare il limite di pochi chilometri non è la stessa cosa che sfrecciare a folle velocità in un centro abitato. Il sistema di decurtazione dei punti riflette esattamente questa logica.

Le soglie che determinano la perdita di punti

Il Codice della Strada è molto chiaro e stabilisce delle fasce precise per la perdita dei punti quando si parla di eccesso di velocità. Ogni fascia ha un "costo" differente, così sai esattamente a cosa vai incontro.

Ecco come funziona nel dettaglio:

  • Superamento del limite tra 10 km/h e 40 km/h: Questa è la situazione più classica, quella in cui si cade per una semplice distrazione o un calcolo sbagliato. L'infrazione ti costa 3 punti dalla patente.
  • Superamento del limite tra 40 km/h e 60 km/h: Qui la faccenda si fa decisamente più seria. Non solo la multa è salata, ma la decurtazione è il doppio: perdi 6 punti.
  • Superamento del limite di oltre 60 km/h: Questa è la violazione più grave in assoluto. Un comportamento del genere dimostra un totale disprezzo per la sicurezza, e la sanzione è durissima: perdi ben 10 punti in un colpo solo.

Ricorda che se superi il limite fino a 10 km/h, anche se arriva una sanzione economica, non ti vengono tolti punti. Da questo punto di vista, è l'unica "zona sicura".

È fondamentale capire che perdere 10 punti in una volta sola ti mette in una posizione davvero scomoda. Se il tuo saldo era già basso, questa singola infrazione potrebbe azzerarlo, portandoti dritto alla revisione della patente.

Per avere sempre la situazione sotto controllo e capire meglio come funziona il sistema, può esserti molto utile consultare una guida completa. Puoi approfondire l'argomento leggendo la nostra guida dettagliata sulla tabella dei punti patente.

Il caso speciale dei neopatentati

Se hai preso la patente da meno di tre anni, le regole del gioco per te sono molto più severe. Lo Stato parte dal presupposto, corretto, che un guidatore con poca esperienza debba essere ancora più cauto. Ed è per questo che c'è una regola pensata apposta per te.

Per i neopatentati, la decurtazione dei punti viene raddoppiata.

Un esempio pratico rende subito l'idea dell'impatto di questa norma:

Superamento del limite Punti persi (Conducente esperto) Punti persi (Neopatentato)
Tra 10 e 40 km/h 3 6
Tra 40 e 60 km/h 6 12
Oltre 60 km/h 10 20

Come vedi, le conseguenze sono pesantissime. Un neopatentato che sfreccia a oltre 60 km/h rispetto al limite si vede azzerare all'istante il saldo iniziale di 20 punti, finendo subito a dover rifare gli esami. Questa non è una punizione fine a se stessa, ma un forte incentivo a sviluppare uno stile di guida responsabile fin dai primi chilometri.

Capire questo meccanismo è il primo passo per proteggere la tua patente. Ogni volta che ti metti al volante, ricorda che ogni chilometro orario oltre il consentito ha un costo preciso, non solo in euro, ma soprattutto sul tuo "capitale" di punti. Guidare in modo consapevole non è solo una questione di rispetto delle regole, ma una strategia per difendere la tua libertà di movimento.

Dalle multe salate alla sospensione della patente

Un agente di polizia che controlla la velocità con un autovelox.

La decurtazione dei punti è solo la punta dell’iceberg. Le conseguenze di un eccesso di velocità vanno ben oltre, toccando pesantemente il portafoglio e, nei casi più seri, limitando la tua libertà di guidare. La sanzione economica non è mai una cifra fissa, ma una variabile che schizza alle stelle man mano che l'ago del tachimetro sale oltre il consentito.

Superare di poco il limite ha un costo, certo, ma è quando si preme a fondo sull'acceleratore che la multa si trasforma in un vero e proprio salasso. Capire a quanto ammontano queste sanzioni è il primo passo per rendersi conto del prezzo, anche economico, di un attimo di distrazione.

L'impatto economico delle sanzioni

Le multe per eccesso di velocità e la perdita di punti sono pensate per colpire in modo progressivo. Ogni scaglione di infrazione ha una forchetta di importo, da un minimo a un massimo, che può aumentare a seconda di vari fattori, come la presenza di aggravanti.

Le normative più recenti, poi, hanno visto un bel giro di vite sulle sanzioni. Giusto per fare un esempio, se superi il limite tra i 20 e i 40 km/h, la multa può andare da circa 200 a 800 euro. Ma è quando si entra nella fascia più grave, quella oltre i 60 km/h in più, che le cifre diventano proibitive: si parla di una multa da 1.000 fino a 4.000 euro, a cui si aggiunge la sospensione della patente da 6 a 12 mesi. Se vuoi approfondire, puoi dare un'occhiata alle nuove disposizioni sui limiti di velocità 2025.

Un altro dettaglio da non sottovalutare è l'orario. Il Codice della Strada, infatti, ci mette un carico da novanta per le violazioni commesse di notte.

L'aggravante notturna
Se l'eccesso di velocità viene accertato tra le 22:00 e le 07:00, l'importo della sanzione economica viene aumentato di un terzo. Questa regola serve a scoraggiare la guida pericolosa nelle ore in cui, statisticamente, il rischio di incidenti gravi è più alto.

In parole povere, una multa già pesante può diventare ancora più indigesta se la "bravata" avviene di notte.

Quando scatta la sospensione della patente

Superata una certa soglia di velocità, la sanzione smette di essere solo economica e scatta una misura accessoria che fa tremare i polsi a chiunque: la sospensione della patente. Questo provvedimento ti impedisce di guidare per un periodo di tempo ben definito, con tutte le conseguenze del caso sulla tua vita privata e lavorativa.

La sospensione della patente è prevista per le due infrazioni più gravi:

  • Superamento del limite tra 40 e 60 km/h: La patente viene sospesa da 1 a 3 mesi.
  • Superamento del limite di oltre 60 km/h: Qui la sanzione si fa molto più dura, con una sospensione che va da 6 a 12 mesi.

La durata precisa la decide il Prefetto, che tiene conto della gravità del fatto e di eventuali "precedenti" a tuo carico. È una misura che non ammette repliche e che trasforma una semplice multa in un problema serio.

Il rischio della recidiva nel biennio

Sbagliare è umano, perseverare… costa caro. Il Codice della Strada è particolarmente severo con chi commette la stessa infrazione grave più volte in un breve arco di tempo. Stiamo parlando della recidiva nel biennio.

In pratica, se commetti la stessa violazione che comporta la sospensione della patente (quindi superare il limite di oltre 40 km/h) per due volte nell'arco di due anni, le conseguenze diventano drammatiche.

Ecco cosa succede se ci ricaschi:

  • Recidiva tra 40 e 60 km/h: La seconda volta, la sospensione della patente si allunga da 8 a 18 mesi.
  • Recidiva oltre i 60 km/h: Alla seconda infrazione di questa gravità nel biennio, scatta la sanzione più temuta: la revoca della patente.

La revoca non è uno scherzo: la tua abilitazione alla guida viene cancellata. Per riaverla, dovrai aspettare almeno due anni e poi rifare da capo tutti gli esami, come se non avessi mai guidato. Un esempio lampante di come la combinazione di multe per eccesso di velocità, punti e sanzioni accessorie possa avere un impatto devastante.

Valutare e contestare una multa ingiusta

Una persona che esamina attentamente un verbale di multa su una scrivania.

Aver ricevuto un verbale non significa che la partita sia già persa. Anzi. Una multa non è una sentenza definitiva, ma un semplice atto amministrativo che, molto spesso, può contenere errori, anche grossolani.

Imparare a leggerlo con un occhio critico è il primo, fondamentale passo per difendere i tuoi diritti. E, con un po' di fortuna e attenzione, potresti annullare sia la batosta economica sia la decurtazione dei punti. Esistono infatti numerosi vizi, di forma e di sostanza, che possono invalidare completamente una multa. Vediamo come scovarli.

Cosa controllare attentamente nel verbale

Prima di fiondarti a pagare la sanzione (magari allettato dallo sconto), prenditi dieci minuti. Mettiti comodo e analizza il verbale come se fossi un detective. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, conta. Un singolo errore può bastare a far crollare l'intero castello accusatorio.

Ecco una checklist dei punti cruciali da esaminare subito:

  • Dati del veicolo e del proprietario: Controlla che targa, modello, nome e indirizzo siano scritti in modo impeccabile. Un banale errore di battitura sulla targa, ad esempio, rende la multa completamente nulla.
  • Data e luogo dell'infrazione: L'indicazione deve essere precisa al millimetro. Un riferimento vago come "sulla SP 50" non basta. Il verbale deve specificare il chilometro esatto o un punto di riferimento inequivocabile.
  • Norma violata: Deve essere citato l'articolo del Codice della Strada che avresti infranto (in questo caso, l'art. 142).
  • Agente accertatore: L'agente o il corpo di polizia che ha redatto il verbale devono essere chiaramente identificati.

Questi sono solo i controlli di base, ma è proprio da qui che si parte per scovare le prime, e spesso più evidenti, irregolarità.

I vizi legati all'autovelox e alla segnaletica

La stragrande maggioranza delle multe per eccesso di velocità con decurtazione di punti arriva da dispositivi elettronici. Proprio per questo, la legge impone regole rigidissime sul loro utilizzo, e il mancato rispetto di queste norme è uno dei motivi di ricorso più solidi e vincenti.

Un elemento fondamentale, che pochi controllano, è la taratura periodica dell'autovelox. Ogni dispositivo, per legge, deve essere verificato e calibrato almeno una volta all'anno.

Il verbale deve obbligatoriamente menzionare la data dell'ultima taratura. Se questa informazione manca, o se la taratura risulta scaduta, la multa è illegittima. Punto. L'affidabilità della misurazione, infatti, non è più garantita.

Allo stesso modo, la segnaletica gioca un ruolo chiave. Il cartello che preavvisa la presenza di un controllo elettronico della velocità deve essere ben visibile e posizionato a una distanza adeguata, tale da permettere una frenata sicura e non improvvisa. Se il cartello è nascosto dalla vegetazione, rovinato o semplicemente assente, hai un ottimo motivo per contestare.

Infine, un dettaglio tecnico ma decisivo: per molti autovelox fissi è necessaria un'autorizzazione specifica del Prefetto che ne legittimi l'installazione in quel preciso punto. Se questo decreto prefettizio manca, l'apparecchio è, di fatto, abusivo.

Le due strade per il ricorso a confronto

Se hai individuato uno o più di questi vizi nel verbale, hai due strade principali per presentare ricorso. Ricorda una regola d'oro: una volta pagata la multa, anche con lo sconto, perdi ogni diritto a contestarla. Il pagamento equivale a un'ammissione di colpa.

Le opzioni a tua disposizione sono:

  1. Ricorso al Prefetto: Hai 60 giorni di tempo dalla notifica per presentarlo. È una procedura gratuita e non richiede l'assistenza di un avvocato. L'altra faccia della medaglia? Se il ricorso viene respinto, il Prefetto ti obbligherà a pagare una sanzione raddoppiata rispetto al minimo previsto.
  2. Ricorso al Giudice di Pace: Qui i tempi si stringono: hai 30 giorni dalla notifica. Questa procedura prevede il pagamento di un contributo unificato (solitamente 43 euro), ma offre maggiori garanzie di difesa, permettendo un vero e proprio confronto in udienza. Se vinci, le spese ti vengono rimborsate.

La scelta tra le due opzioni dipende dalla solidità delle tue ragioni e dalla complessità del caso. Per una valutazione precisa e professionale, è sempre saggio affidarsi a chi se ne intende. Se vuoi capire come muoverti, il nostro servizio su come contestare una multa può darti una guida completa e un supporto su misura per il tuo caso. Valutare con attenzione i pro e i contro è la chiave per non trasformare un possibile successo in una spesa ancora maggiore.

Certo, ecco la sezione riscritta secondo le tue indicazioni, con uno stile umano, naturale e da vero esperto del settore.


L'importanza dei termini e della notifica del verbale

Prendere una multa per eccesso di velocità è sempre una seccatura, ma non è detto che sia la fine della storia. Anzi, la sua validità è appesa a un filo sottilissimo: il rispetto rigoroso dei tempi di notifica. Immagina una clessidra che scatta nel momento esatto dell'infrazione; se la sabbia finisce prima che il verbale ti venga consegnato, l’intera sanzione perde di valore.

Questo non è un semplice cavillo burocratico, ma una garanzia fondamentale per tutelare il cittadino. Serve a impedire che le amministrazioni lascino i verbali nel cassetto per mesi o anni, creando un’incertezza che renderebbe quasi impossibile difendersi. In questo contesto, il tempo è davvero il tuo più grande alleato.

I 90 giorni che possono annullare tutto

Il Codice della Strada parla chiaro: l'autorità ha 90 giorni di tempo dal giorno dell'infrazione per spedirti la multa a casa. Questo termine è categorico, non ammette proroghe o eccezioni. Se la notifica arriva anche solo al 91° giorno, la multa è nulla.

Questo limite di tempo è uno dei motivi di ricorso più forti e oggettivi che esistano. Non si tratta di interpretazioni o pareri, ma di un dato di fatto: se la data di spedizione della raccomandata supera questo termine, hai ottime probabilità di vincere un eventuale ricorso, azzerando sia la multa che la perdita dei punti.

Un vizio di notifica è un errore nella procedura che, di fatto, invalida l'intero atto. Ecco perché il primo controllo da fare, ancora prima di guardare la velocità contestata, è sulla data del timbro postale che trovi sulla busta.

Avere ben chiaro questo punto è cruciale. Se vuoi approfondire come funziona questo meccanismo e quali passi seguire, ti consiglio di leggere la nostra guida dettagliata sulla prescrizione della multa dopo 90 giorni.

Come e quando una notifica si considera valida

La notifica non è un gesto informale, ma un atto legale che deve seguire regole precise per essere "perfezionata", cioè completata correttamente. Le modalità più comuni sono due:

  • Raccomandata con avviso di ricevimento: È il metodo classico. Per l'amministrazione, la notifica si perfeziona quando consegna l'atto all'ufficio postale. Per te, invece, quando ricevi materialmente la busta o, se eri assente, dopo 10 giorni dal deposito dell'avviso di giacenza (la famosa "compiuta giacenza").
  • Posta Elettronica Certificata (PEC): Se sei un professionista o un'azienda, la notifica può arrivarti via PEC. In questo caso, si considera ricevuta nel momento esatto in cui il messaggio entra nella tua casella di posta, anche se non l'hai ancora letto.

Attenzione: un cambio di residenza non comunicato per tempo non è una scappatoia. La notifica inviata al vecchio indirizzo risulterà comunque valida.

Conoscere queste regole ti mette al riparo da ritardi ed errori della Pubblica Amministrazione. Non a caso, le amministrazioni locali incassano cifre enormi dalle multe, spesso contando proprio sulla scarsa conoscenza di questi dettagli da parte degli automobilisti. Pensa che la Lombardia è la regione con gli incassi più alti, pari a 305,7 milioni di euro nei primi nove mesi dell'anno, seguita dalla Toscana. Capirai perché ogni dettaglio procedurale conta.

I dubbi più comuni su multe per velocità e punti patente

Quando arriva a casa una multa per eccesso di velocità, insieme al verbale spuntano mille domande e incertezze. È del tutto normale sentirsi un po' spaesati di fronte a normative che, diciamocelo, a volte sono un vero labirinto.

Per questo, abbiamo raccolto le domande che ci sentiamo fare più spesso dagli automobilisti, dando risposte chiare e dirette. L'idea è semplice: trasformare i dubbi in consapevolezza e darti gli strumenti giusti per gestire la situazione senza stress inutile.

Cosa rischio se non comunico i dati di chi guidava?

Se la multa che hai ricevuto prevede la decurtazione di punti, ti verrà chiesto esplicitamente di comunicare chi era al volante. Se, per scelta, decidi di non farlo entro i 60 giorni previsti, di fatto eviti che i punti vengano tolti dalla tua patente.

Attenzione, però: questa mossa ha un costo. Ti verrà recapitata una seconda multa, e non è affatto leggera (da 291 a 1.166 euro), proprio per l’omessa comunicazione. Quando ha senso fare questa scelta? Praticamente solo se i punti che perderesti ti porterebbero ad azzerare il saldo, costringendoti alla revisione della patente.

In pratica, devi soppesare bene i pro e i contro: il costo della seconda sanzione contro la "seccatura" di dover recuperare i punti. A volte, pagare quella seconda multa è davvero il male minore.

Come posso riavere i punti che ho perso?

Se una multa ti ha fatto perdere qualche punto, niente panico. Ci sono due strade principali per riportare il saldo della tua patente in zona sicurezza:

  1. La buona condotta (il recupero automatico): Se per due anni di fila non commetti nessuna infrazione che toglie punti, il tuo saldo torna automaticamente al punteggio di partenza di 20 punti. Se partivi già da 20, ogni biennio di "guida impeccabile" ti fa guadagnare 2 punti bonus, fino a un massimo di 30.
  2. I corsi di recupero (la via più rapida): Se hai perso tanti punti e hai fretta di recuperarli, puoi iscriverti a un corso specifico in un'autoscuola autorizzata. Questi corsi ti permettono di recuperare 6 punti per le patenti A e B, o 9 punti per le patenti professionali.

La scelta, come vedi, dipende molto dalla tua situazione e dal tuo stile di guida. La prima opzione premia la costanza nel tempo, la seconda ti offre una soluzione immediata.

La tolleranza dell'autovelox si applica sempre?

Sì, sempre e senza eccezioni. L'applicazione della tolleranza strumentale non è un favore, ma un obbligo di legge ben preciso. Serve a compensare quelle minime, inevitabili imprecisioni degli apparecchi di misurazione.

Le regole sono cristalline e non ammettono interpretazioni:

  • Per velocità rilevate fino a 100 km/h, si applica una riduzione fissa di 5 km/h.
  • Per velocità oltre i 100 km/h, la riduzione è del 5% della velocità registrata.

Vediamolo con un esempio concreto. Se l'autovelox ti becca a 85 km/h dove il limite è 70, la velocità che finirà scritta sul verbale sarà di 80 km/h (cioè 85 – 5). Se invece ti pizzica a 140 km/h in autostrada, la velocità contestata scenderà a 133 km/h (140 meno il suo 5%, che è 7).

Un dettaglio cruciale: il verbale deve sempre indicare sia la velocità rilevata dallo strumento, sia quella calcolata dopo aver applicato la tolleranza. È una delle prime cose da controllare!

Quando conviene davvero pagare la multa con lo sconto?

La legge offre un'opportunità che sembra allettante: pagare la multa con uno sconto del 30% se lo fai entro 5 giorni da quando l'hai ricevuta. Sembra un affare, ma bisogna andarci con i piedi di piombo.

Pagare la multa, anche in forma ridotta, è a tutti gli effetti un'ammissione di colpa. Una volta fatto il pagamento, ti chiudi da solo ogni possibilità di fare ricorso, anche se dopo ti accorgi che il verbale è pieno di errori palesi.

Quindi, la risposta è: conviene pagare con lo sconto solo e soltanto se sei sicuro al 100% che la multa sia legittima e non ci siano vizi di forma o di sostanza. Prima di correre a pagare, la mossa più intelligente è sempre far dare un'occhiata al verbale da un esperto.


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