Inverno al volante? Se non vuoi beccarti una multa salata, la prima cosa da sapere è che le multe per le gomme invernali non sono un’invenzione, ma una realtà ben precisa. L’obbligo scatta per chiunque circoli senza pneumatici adatti o senza catene da neve a bordo nel periodo che, per convenzione nazionale, va dal 15 novembre al 15 aprile. Rispettare questa regola non è solo un modo per evitare sanzioni, ma il gesto più importante per la tua sicurezza e quella degli altri quando la strada si fa insidiosa.
Quando scatta l’obbligo di gomme invernali nel 2026

Per schivare le multe per le gomme invernali, non basta segnarsi le date sul calendario, ma bisogna capire la logica che ci sta dietro. Pensa al periodo tra il 15 novembre e il 15 aprile come a una “zona di sicurezza” imposta per legge, pensata per proteggere chi guida dai pericoli del ghiaccio, della neve e delle temperature rigide.
La normativa, però, è abbastanza flessibile e ci viene incontro con dei “periodi di tolleranza” per darci il tempo di fare il cambio gomme senza stress. In pratica, la finestra temporale è più ampia di quanto si pensi:
- Dal 15 ottobre: Puoi già iniziare a montare le gomme invernali. Se lo fai prima del 15 novembre, sei perfettamente in regola.
- Dal 15 novembre: Scatta l’obbligo ufficiale. Da questo giorno, devi avere le dotazioni invernali, senza se e senza ma.
- Fino al 15 aprile: L’obbligo rimane attivo su tutte le strade interessate dalle ordinanze locali.
- Entro il 15 maggio: Hai un mese di tempo extra per rimettere le gomme estive, concludendo la stagione invernale.
Dove si applica l’obbligo
Attenzione: l’obbligo non vale ovunque, su ogni singola strada d’Italia. Si concentra soprattutto dove il meteo invernale picchia più duro. L’indizio numero uno per capire se sei in una zona “a rischio multa” è il classico segnale stradale rotondo, a fondo blu, con la ruota catenata.
Quando vedi quel segnale, è come se ti dicessero: “Da qui in poi, o hai le gomme invernali o le catene a bordo”. Queste ordinanze sono diffusissime (e i controlli molto frequenti) in regioni come:
- Lombardia (specialmente nelle zone prealpine e alpine)
- Veneto (su molte autostrade e, ovviamente, sui tratti montani)
- Trentino-Alto Adige (qui, praticamente, l’obbligo è la regola)
- Piemonte e Valle d’Aosta
L’obbligo di montare gomme invernali o avere le catene a bordo, quindi, scatta ufficialmente il 15 novembre 2025 e termina il 15 aprile 2026. Ricorda però la tolleranza di un mese, che ti permette di montarle già dal 15 ottobre. A stabilirlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e la regola vale su tutte le strade segnalate. Solo per darti un’idea, nella stagione 2024-2025, in regioni come il Friuli sono state fatte oltre 5.000 multe solo nei primi due mesi, con un aumento del 15% rispetto all’anno prima. I controlli, insomma, ci sono eccome.
Per aiutarti a tenere tutto a mente, abbiamo preparato una tabella riassuntiva.
Riepilogo scadenze e obblighi pneumatici invernali 2025-2026
Una tabella chiara e immediata con le date fondamentali, le dotazioni ammesse e le aree a maggior rischio di controllo per una consultazione rapida.
| Periodo | Azione Richiesta | Dotazioni Ammesse | Zone a Rischio Elevato |
|---|---|---|---|
| Dal 15 ottobre | Montaggio facoltativo | Pneumatici invernali | Tutta Italia |
| 15 nov – 15 apr | OBBLIGO DI CIRCOLAZIONE | 1. Pneumatici invernali montati 2. Catene da neve a bordo |
Strade con apposita segnaletica (autostrade, zone montane/prealpine) |
| Entro il 15 maggio | Smontaggio obbligatorio | Pneumatici estivi o All-Season | Tutta Italia |
Questa tabella è il tuo promemoria: salvala o stampala, ti tornerà utile per non farti cogliere impreparato.
Quali sono le dotazioni ammesse
Per essere in regola e dormire sonni tranquilli non devi per forza montare le gomme da neve. La legge, infatti, ti offre delle alternative, a patto che rispettino degli standard tecnici ben precisi.
Lo scopo della legge non è costringerti a comprare un tipo di gomma specifico. L’obiettivo è assicurarsi che ogni veicolo sia pronto ad affrontare in sicurezza una strada con poca aderenza. La scelta finale spetta a te, in base a dove guidi e al clima della tua zona.
Ecco le opzioni valide:
- Pneumatici invernali montati: Devono avere la marcatura M+S (sta per Mud+Snow, ovvero fango e neve). Se trovi anche il simbolo di una montagna a tre cime con un fiocco di neve (il cosiddetto 3PMSF), tanto meglio: è una garanzia di performance superiori, ma non è obbligatorio per legge.
- Catene da neve a bordo: Se decidi di tenere le gomme estive, devi avere nel bagagliaio delle catene da neve omologate e della misura giusta per i tuoi pneumatici. Devono essere pronte all’uso, non sepolte sotto mille altre cose.
- Pneumatici “Quattro Stagioni” (All-Season): Vanno benissimo per l’inverno, a una condizione: devono riportare la sigla M+S. Se non ce l’hanno, non sono a norma.
Ricorda sempre che la responsabilità di avere l’equipaggiamento giusto è solo tua. Per un quadro ancora più completo, ti consiglio di approfondire l’argomento leggendo la nostra guida sui dispositivi di equipaggiamento dei veicoli.
A quanto ammontano le sanzioni per le gomme non a norma

Parliamo di obblighi, certo, ma la domanda che tutti si fanno è una sola: “Ok, ma alla fine, quanto mi costa?”. Le multe per le gomme invernali non sono un biglietto a prezzo fisso. L’importo, infatti, cambia parecchio a seconda di un fattore decisivo: dove ti fermano.
Il Codice della Strada ragiona in termini di rischio. Guidare senza le dotazioni giuste in una stradina di città è un conto, farlo a 130 km/h in autostrada mentre nevica è tutta un’altra storia. E le sanzioni, ovviamente, ne tengono conto.
La multa varia in base al tipo di strada
La logica è piuttosto intuitiva: più la strada è potenzialmente pericolosa, più la sanzione diventa salata. Il Codice della Strada, infatti, disegna tre scenari ben precisi, ognuno con la sua “forchetta” di importi.
Le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo delle gomme invernali cambiano parecchio. In linea di massima, nei centri abitati si va da 41 a 173 euro, mentre fuori città l’importo si alza, oscillando tra 84 e 344 euro. Le botte più pesanti, però, arrivano in autostrada, con multe che vanno da 80 a 318 euro. Le statistiche della Polizia Stradale parlano chiaro: nel 2024, nel Nord Italia, su 12.000 multe per dotazioni invernali, ben il 60% è stato staccato proprio in autostrada.
Ecco un riepilogo per non fare confusione:
- Nei centri abitati: Sanzione da € 41 a € 173 (Art. 7, comma 1 e 14 del Codice della Strada). È il classico controllo in città.
- Fuori dai centri abitati: Sanzione da € 84 a € 344 (Art. 6, comma 4 e 14 del Codice della Strada). Qui dentro ci finiscono strade statali, provinciali e regionali.
- In autostrada: Sanzione da € 80 a € 318. Su queste arterie, oltre alla multa, scatta quasi sempre l’ordine di fermarsi o di uscire.
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L’aspetto economico è solo l’inizio del problema. A volte, le conseguenze “accessorie” sono molto più fastidiose e costose della multa stessa. Se ti fermano senza le dotazioni invernali, l’agente non si limiterà a consegnarti il verbale e a salutarti.
La sanzione non è una semplice “tassa” per circolare fuori regola. È un provvedimento che serve a fermare un comportamento pericoloso. L’obiettivo numero uno è impedirti di continuare a viaggiare in condizioni di insicurezza.
Ecco cosa può succedere subito dopo il controllo:
- Imposizione di fermo del veicolo: L’agente ti ordinerà di non proseguire il viaggio finché non avrai messo il veicolo in regola. Tradotto: o monti le catene lì sul posto (se le hai), oppure ti tocca aspettare il carro attrezzi o un gommista.
- Obbligo di uscita dall’autostrada: Se sei in autostrada, ti accompagneranno alla prima uscita utile. Potrai rientrare solo dopo aver montato le gomme giuste o le catene.
- Decurtazione dei punti dalla patente: Se la violazione avviene mentre stai già creando un pericolo (ad esempio, sbandando o bloccando il traffico), possono partire anche 3 punti dalla patente.
- Ritiro della carta di circolazione: In casi estremi, magari se sei recidivo o la situazione è particolarmente grave, le autorità possono arrivare a ritirare il libretto.
È facile capire come una “semplice” multa possa trasformarsi in una giornata da incubo, tra tempo perso, costi extra e disagi notevoli. Per capire meglio come funzionano questi meccanismi, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento su come avviene l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie.
Il rischio nascosto delle multe estive dopo il 15 maggio

Molti automobilisti, passato il 15 aprile, tirano un sospiro di sollievo pensando di aver archiviato il capitolo “gomme invernali”. Purtroppo, è un errore comune che può costare davvero caro. Esiste infatti un rischio concreto, spesso sottovalutato, che si palesa proprio con l’arrivo del caldo: circolare in estate con pneumatici invernali non a norma.
Il problema non riguarda tutte le gomme da neve, ma una categoria ben precisa: quelle con un codice di velocità più basso rispetto a quello indicato sulla carta di circolazione. Quel piccolo codice, rappresentato da una lettera (come H, V, W), definisce la velocità massima per cui uno pneumatico è stato costruito per viaggiare in totale sicurezza.
Perché il codice di velocità è così importante
Per capire meglio, facciamo un parallelo. Immagina di dover correre una maratona: useresti scarpe da running leggere e performanti, no? Ecco, pensa ora di doverla affrontare con degli scarponi da sci. Saresti lento, goffo e, soprattutto, rischieresti di farti male sul serio.
Guidare d’estate con gomme invernali dal codice di velocità inferiore è esattamente la stessa cosa. Quello pneumatico è nato per dare il massimo a basse temperature, su neve e asfalto freddo. Sull’asfalto rovente, la sua mescola morbida si “decompone”, perde aderenza, allunga pericolosamente gli spazi di frenata e rende l’auto instabile. Non è un capriccio burocratico, è una questione di sicurezza pura.
Le sanzioni estive: tra le più salate in assoluto
Proprio per questa ragione, la legge non fa sconti. Chi circola dopo il 15 maggio con pneumatici invernali (marcati M+S) che hanno un codice di velocità inferiore a quello omologato sul libretto commette una violazione gravissima. E le multe sono tra le più pesanti previste dal Codice della Strada.
Le conseguenze non sono affatto uno scherzo:
- Sanzione economica: la multa parte da un minimo di 430 euro per arrivare a un massimo di 1.731 euro.
- Ritiro della carta di circolazione: l’agente che contesta la violazione ritira immediatamente il libretto dell’auto.
- Obbligo di revisione straordinaria: il veicolo viene “fermato” fino a quando non verrà sottoposto a una nuova revisione che attesti il ripristino delle condizioni di sicurezza.
I dati recenti dell’ACI parlano chiaro: ogni anno vengono emessi circa 8.000 verbali per questa specifica infrazione, con un picco del 25% in più nelle regioni dove gli obblighi invernali vengono talvolta prorogati. Il motivo di tanta severità è semplice: una gomma invernale sopra i 7°C perde drasticamente le sue prestazioni, diventando un rischio concreto. Per maggiori dettagli su scadenze e normative, puoi leggere un approfondimento sulle date del cambio gomme.
Come controllare subito se la tua auto è a rischio
Niente panico. Verificare se sei in regola è un’operazione che ti ruberà meno di un minuto. Segui questi tre semplici passi:
- Prendi la carta di circolazione: Cerca la sezione relativa agli pneumatici. Troverai le misure ammesse, seguite da un numero (l’indice di carico) e una lettera (il codice di velocità). Appuntati il codice minimo richiesto (per esempio, 91V).
- Vai a controllare la gomma: Avvicinati a uno dei tuoi pneumatici e leggi la sigla completa stampata sul fianco. Potresti trovare una scritta tipo 205/55 R16 91H M+S.
- Confronta le lettere: Ora metti a confronto la lettera che hai letto sulla gomma (H nel nostro esempio) con quella minima richiesta dal libretto (V). Poiché la “H” (che corrisponde a 210 km/h) è inferiore alla “V” (240 km/h), questo pneumatico non può circolare dopo il 15 maggio.
La regola d’oro: Il codice di velocità dello pneumatico montato può sempre essere uguale o superiore a quello scritto sul libretto, ma mai inferiore. L’unica eccezione vale durante il periodo invernale (dal 15 novembre al 15 aprile), durante il quale è concesso montare gomme M+S con un codice di velocità più basso, a patto che non sia inferiore a “Q” (160 km/h).
Come analizzare il verbale per trovare vizi di forma
Ricevere una multa per le gomme invernali è una bella seccatura, lo sappiamo. La tentazione è quella di pagare subito per togliersi il pensiero. Ma fermati un attimo. Quel foglio che hai in mano non è una condanna definitiva, è un atto amministrativo. E come ogni atto, per essere valido, deve rispettare delle regole precise, quasi millimetriche.
Imparare a leggerlo con un occhio critico può far emergere degli errori, i famosi vizi di forma, che possono trasformare una multa certa in un verbale da cestinare. Pensa al verbale come a un castello di carte: basta che una carta sia fuori posto perché tutta la struttura crolli. Il tuo primo compito, prima di arrenderti, è proprio quello di controllare se tutte le carte sono al loro posto.
Gli elementi fondamentali da verificare subito
Non devi essere un avvocato per fare un primo check. Basta un po’ di attenzione e un pizzico di metodo. Concentrati sugli elementi chiave che, per legge, devono essere perfetti, senza la minima sbavatura. Un errore su uno di questi punti può mandare all’aria l’intera sanzione.
Ecco da dove cominciare:
- Dati del veicolo e del proprietario: Controlla con la massima pignoleria che targa, modello dell’auto, nome e indirizzo siano scritti alla perfezione. Un banale errore, una lettera scambiata con un’altra o un numero sbagliato, rende il verbale nullo. Il motivo? Semplice: non identifica con certezza assoluta chi è stato multato.
- Data e ora dell’infrazione: Questi dati devono essere precisi e, soprattutto, logici. Una data palesemente sbagliata (ad esempio, il 30 febbraio o un giorno fuori dal periodo di obbligo) o un orario assurdo sono elementi solidissimi per presentare ricorso.
- Luogo esatto della violazione: Non basta un’indicazione vaga come “Strada Statale 1”. Il verbale deve specificare il chilometro esatto o un riferimento geografico inequivocabile, come un incrocio o un numero civico. Un’indicazione generica lede il tuo diritto di difesa, perché non ti permette di ricostruire l’accaduto e verificare le circostanze.
La descrizione dei fatti e la norma violata
Una volta superato il controllo dei dati, passiamo al cuore del verbale: la descrizione di quello che è successo. È qui che gli errori possono diventare più sottili, ma non per questo meno importanti.
Un verbale non è valido solo perché ti accusa di aver violato una regola. Deve spiegare chiaramente come e perché lo hai fatto, mettendo nero su bianco tutti gli elementi che giustificano la multa. La chiarezza non è un favore, è un obbligo di legge.
Ci sono due aspetti cruciali su cui devi focalizzarti:
- La chiarezza della descrizione: La dinamica dei fatti deve essere raccontata in modo comprensibile, senza ambiguità. Un verbale confuso, scritto male, con parti illeggibili o addirittura contraddittorio può essere facilmente contestato. Se vuoi approfondire proprio questo aspetto, trovi spunti utilissimi nella nostra guida su cosa fare in caso di verbale illeggibile.
- La corretta indicazione della norma violata: Qui sta il punto decisivo. Il verbale deve citare l’articolo preciso del Codice della Strada violato. Ma non solo: deve indicare l’ordinanza specifica (comunale, provinciale, autostradale) che ha istituito l’obbligo delle gomme invernali proprio in quel tratto di strada. La sua mancanza è un vizio gravissimo, che da solo può bastare per far annullare tutto.
Il caso dell’ordinanza locale e della segnaletica
C’è un ultimo dettaglio, spesso trascurato, che può fare tutta la differenza del mondo: la segnaletica stradale. L’obbligo di montare pneumatici invernali o avere le catene a bordo deve essere sempre segnalato in anticipo con l’apposito cartello.
Se il verbale non fa alcuna menzione della presenza di questo segnale, o ancora meglio, se tu sei in grado di dimostrare che il cartello non c’era, era nascosto dalla vegetazione o era così rovinato da essere illeggibile, hai in mano una carta vincente.
Ricorda: in questi casi, è l’amministrazione che deve provare che l’obbligo era segnalato correttamente e che tu eri in condizione di vederlo. Un’affermazione generica sul verbale non basta. In parole povere: niente cartello, niente multa. Analizzare con cura questi dettagli può trasformare una sanzione che sembrava inevitabile in un ricorso vinto.
Scegliere la strategia giusta per contestare la multa
Una volta che hai trovato un punto debole nel verbale, la domanda sorge spontanea: e adesso? La sensazione è quella di trovarsi a un bivio, con due strade che sembrano complicate. Da una parte c’è il ricorso al Prefetto, dall’altra quello al Giudice di Pace. Niente panico, non sono percorsi riservati agli avvocati; sono due opzioni a tua disposizione, ognuna con i suoi pro e i suoi contro.
Scegliere la strada giusta dipende da tanti fattori: il tipo di errore che hai scovato, quanto sei disposto a spendere e, soprattutto, che prove hai in mano per sostenere la tua tesi. Non è una decisione da prendere alla leggera, perché può cambiare completamente l’esito della tua contestazione contro le multe per le gomme invernali.
La via amministrativa: il ricorso al Prefetto
Pensa al ricorso al Prefetto come alla via più “diretta” e burocratica. È una procedura che si gioca tutta per iscritto, senza udienze o discussioni faccia a faccia. Metti nero su bianco le tue ragioni e poi non ti resta che attendere la decisione.
Questa opzione ha dei vantaggi innegabili:
- È gratuito: Non devi pagare nessuna tassa o contributo per avviare la pratica. Un bel risparmio.
- Tempistiche comode: Hai 60 giorni di tempo dalla notifica del verbale per presentarlo.
- Procedura snella: Non ti serve per forza un avvocato e la documentazione da preparare è abbastanza semplice.
Certo, ci sono anche degli svantaggi importanti da considerare. Il Prefetto, essendo un organo della stessa amministrazione che ti ha multato, tende a concentrarsi sui vizi di forma più evidenti, come un errore di targa o una data palesemente sbagliata. Difficilmente entrerà nel merito di questioni più complesse, come una segnaletica poco visibile che richiede una valutazione dei fatti.
Occhio al rischio del raddoppio! Se il Prefetto respinge il tuo ricorso, non solo ti obbliga a pagare la multa originale, ma raddoppia l’importo. È un rischio da calcolare bene prima di partire.
La via giudiziaria: il ricorso al Giudice di Pace
Il ricorso al Giudice di Pace, invece, è un vero e proprio procedimento giudiziario. Qui la musica cambia: non ti limiti a scrivere, ma hai la possibilità di discutere il tuo caso di persona, davanti a un giudice terzo e imparziale. Questo apre a scenari difensivi molto più ampi.
I vantaggi principali di questa strada sono:
- Valutazione approfondita: Il Giudice di Pace può esaminare prove più complesse, come fotografie che dimostrano la cattiva visibilità di un segnale stradale o ascoltare testimoni.
- Nessun raddoppio della sanzione: Se perdi, dovrai pagare “solo” l’importo originale della multa (più eventuali spese), senza la mazzata del raddoppio previsto dal Prefetto.
- Tempi più stretti per agire: Attenzione, qui il tempo stringe. Il ricorso va presentato entro 30 giorni dalla notifica, la metà del tempo concesso per il Prefetto.
Lo svantaggio principale è economico. Per iniziare la causa, devi pagare il contributo unificato, una tassa che per questo tipo di multe ammonta a 43 euro. In più, se decidi di farti seguire da un avvocato, dovrai mettere in conto anche la sua parcella.
Questa infografica ti aiuta a visualizzare i punti critici da analizzare nel verbale prima di decidere quale strada intraprendere.

Come vedi, analizzare i dati, il luogo e la norma violata è il primo passo fondamentale per costruire una strategia di ricorso che abbia senso.
Confronto tra ricorso al Prefetto e al Giudice di Pace
Per aiutarti a visualizzare meglio le differenze, ecco una tabella che mette a confronto le due procedure. Ti aiuterà a capire quale strategia di ricorso è più adatta al tuo caso specifico.
| Caratteristica | Ricorso al Prefetto | Ricorso al Giudice di Pace |
|---|---|---|
| Costo iniziale | Gratuito | Pagamento contributo unificato (43 €) |
| Tempi di presentazione | Entro 60 giorni dalla notifica | Entro 30 giorni dalla notifica |
| Rischio in caso di rigetto | Pagamento del doppio della sanzione | Pagamento della sanzione originale |
| Tipo di valutazione | Principalmente formale e documentale | Approfondita, con valutazione di prove (foto, testimoni) |
| Assistenza legale | Non obbligatoria | Consigliata, ma non sempre obbligatoria |
| Ideale per | Vizi di forma evidenti e incontestabili | Contestazioni complesse basate sui fatti |
La scelta, quindi, non è per nulla scontata. Se l’errore nel verbale è lampante (una targa sbagliata, un modello d’auto errato), il ricorso al Prefetto è la soluzione più rapida ed economica. Se, al contrario, la tua difesa si basa su elementi che devi dimostrare (ad esempio, il cartello dell’obbligo era nascosto da un albero o le condizioni meteo quel giorno non lo giustificavano), il Giudice di Pace ti offre molte più garanzie di un esame approfondito.
Servizi specializzati come MultaKO possono darti una mano in questa fase cruciale. Analizzano il tuo verbale e, basandosi sull’esperienza di centinaia di casi simili, ti indicano quale percorso ha le maggiori probabilità di successo. In pratica, trasformano un dubbio complesso in una decisione chiara e strategica.
Le domande più frequenti sulle multe per gomme invernali
Arrivati a questo punto, è normale che ti sia rimasto qualche dubbio. D’altronde, tra date, eccezioni e sanzioni, la normativa sulle gomme invernali a volte sembra un vero e proprio labirinto.
Proprio per questo, abbiamo raccolto le domande più comuni che ci vengono poste dagli automobilisti, con risposte chiare, rapide e pratiche. Considerala una scorciatoia per trovare subito quello che cerchi senza dover rileggere tutto.
Quando scatta l’obbligo di gomme invernali (e quando finisce)?
Andiamo dritti al punto: a livello nazionale, l’obbligo di avere a bordo le dotazioni invernali (quindi pneumatici montati o catene nel bagagliaio) scatta il 15 novembre e termina il 15 aprile.
Però attenzione, la legge ti dà un po’ di respiro. C’è un mese di tolleranza sia prima che dopo: puoi montare le gomme invernali già dal 15 ottobre e hai tempo fino al 15 maggio per rimettere quelle estive. Rispettando queste date, sei al sicuro da qualsiasi multa.
Se ho le catene da neve nel baule sono a posto?
Sì, assolutamente. La legge non ti impone di montare gli pneumatici invernali, ma di avere a bordo “mezzi antisdrucciolevoli” pronti all’uso. Un set di catene da neve, omologate e della misura giusta per le tue gomme, è una soluzione perfettamente valida per essere in regola.
Un consiglio da chi ne ha viste tante: tieni le catene a portata di mano, non sepolte sotto le valigie. Se un agente ti ferma durante una nevicata e non riesci nemmeno a prenderle, potrebbe comunque multarti. L’auto, di fatto, non sarebbe in grado di circolare in sicurezza.
Quali sono le gomme giuste per non prendere la multa?
Per essere a norma, uno pneumatico invernale deve avere una sigla specifica: la marcatura M+S (che può apparire anche come MS, M+S o M&S). Significa Mud and Snow, cioè Fango e Neve.
Magari hai notato anche un altro simbolo, il 3PMSF: una montagna a tre cime con un fiocco di neve. Questo certifica prestazioni superiori su neve ed è caldamente raccomandato se guidi spesso in condizioni difficili. Ai fini della legge italiana, però, per evitare multe basta e avanza la marcatura M+S.
E se monto le gomme 4 stagioni, rischio la multa?
Dipende dal tipo di gomma. I pneumatici “Quattro Stagioni” o “All-Season” sono un ottimo compromesso, ma per essere in regola durante l’inverno devono avere obbligatoriamente la sigla M+S stampata sul fianco. Se c’è quella, stai tranquillo: sei a posto e non rischi nulla.
L’unica cosa a cui prestare attenzione è il codice di velocità. La maggior parte delle gomme All-Season ha un codice uguale a quello indicato sul libretto, quindi puoi usarle tutto l’anno senza problemi. Alcuni modelli, però, potrebbero averlo inferiore. In quel caso, si comportano come le invernali “pure” e vanno obbligatoriamente sostituite entro il 15 maggio.
A quanto ammonta la multa se mi beccano senza?
L’importo non è fisso, ma cambia a seconda di dove ti fermano. Il concetto è semplice: più la strada è pericolosa, più la multa è salata.
Ecco un piccolo schema per farti un’idea:
- Nei centri abitati: la multa va da 41 a 173 euro.
- Su strade extraurbane (statali, provinciali): la sanzione sale, andando da 84 a 344 euro.
- In autostrada: la multa varia da 80 a 318 euro, ma quasi sempre ti ordinano anche di fermarti alla prima area di servizio o di uscire al casello.
Posso circolare con le gomme invernali anche in estate?
Sì, ma c’è una condizione fondamentale, su cui non si transige: il loro codice di velocità deve essere uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione.
Se invece hai montato pneumatici invernali con un codice di velocità più basso (cosa permessa solo nel periodo invernale), hai l’obbligo tassativo di smontarli entro il 15 maggio. Girare dopo quella data con gomme non a norma ti espone a una vera e propria stangata: multa da 430 a 1.731 euro, con ritiro del libretto e obbligo di revisione. Non ne vale la pena.
Mi è arrivata una multa, cosa controllo per contestarla?
Prima di correre a pagare, prenditi cinque minuti per analizzare bene il verbale. A volte basta un piccolo errore per renderlo nullo.
Controlla con occhio critico questi punti:
- Dati del veicolo e del proprietario: targa, modello, nome e indirizzo devono essere perfetti. Un errore qui è un vizio di forma.
- Data, ora e luogo: devono essere precisi. Un luogo generico come “Autostrada A4” può non essere sufficiente.
- Norma violata e ordinanza: il verbale deve citare l’articolo del Codice della Strada, ma soprattutto l’ordinanza locale che ha attivato l’obbligo su quel preciso tratto di strada. Se manca, è un punto a tuo favore.
- Presenza di segnaletica: l’obbligo deve essere segnalato da un apposito cartello. Se puoi dimostrare che il cartello non c’era o era illeggibile (magari con una foto), hai ottime probabilità di vincere un ricorso.
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