Guida multa per eccesso di velocità punti: cosa fare

Certo, ecco la sezione riscritta secondo le tue indicazioni, con lo stile e il tono di un esperto del settore.


Una multa per eccesso di velocità non è mai solo una questione di soldi. Certo, la sanzione economica pesa, ma la vera preoccupazione per molti è la decurtazione dei punti dalla patente. Una conseguenza che, diciamocelo, fa più paura della multa stessa.

La perdita di punti non è uguale per tutti: dipende da quanto hai superato il limite di velocità. Si può partire da 3 punti in meno e arrivare fino a 10 per le infrazioni più serie.

Come funziona la decurtazione dei punti per eccesso di velocità

Quando ti arriva a casa un verbale per eccesso di velocità, l'importo da pagare è solo il primo capitolo della storia. Il secondo, e spesso il più importante, riguarda l'impatto diretto sulla tua patente. Pensa alla perdita dei punti come a una specie di "cartellino giallo" che incide sulla tua fedina di automobilista.

Il sistema è stato pensato per essere progressivo: più grave è l'infrazione, più punti perdi. È un meccanismo nato per scoraggiare le guide spericolate, trasformando la multa da un semplice costo a una conseguenza molto più personale.

Le basi del sistema a punti

Il sistema della patente a punti, introdotto in Italia per migliorare la sicurezza stradale, funziona in modo abbastanza semplice. Parti con un "tesoretto" di 20 punti. Ogni volta che commetti una violazione prevista dal Codice della Strada, come nel caso della multa per eccesso di velocità, ti vengono scalati dei punti. L'obiettivo? Penalizzare chi guida in modo pericoloso e recidivo.

Un dettaglio importante: la decurtazione dei punti non è immediata. Scatta solo dopo che il proprietario del veicolo ha comunicato i dati di chi era alla guida al momento dell'infrazione.

Per capire a fondo come funziona tutto il meccanismo, dalla perdita al recupero, puoi dare un'occhiata al nostro articolo completo sul funzionamento della patente a punti. Ti aiuterà a chiarire ogni dubbio.

Le soglie di velocità, in questo contesto, sono tutto. Il Codice della Strada ha stabilito delle fasce molto precise che determinano sia l'importo della multa sia il numero di punti persi. Vediamole insieme:

  • Superamento fino a 10 km/h: Qui te la cavi senza perdere punti.
  • Oltre 10 km/h e fino a 40 km/h: La decurtazione è di 3 punti.
  • Oltre 40 km/h e fino a 60 km/h: Si sale a 6 punti in meno.
  • Oltre 60 km/h: Questa è l'infrazione più grave, con una perdita di ben 10 punti.

Conoscere queste fasce è il primo passo fondamentale per capire la gravità del verbale che hai ricevuto e decidere la strategia migliore da adottare.

Per avere un quadro ancora più chiaro, abbiamo preparato una tabella riassuntiva che collega ogni fascia di velocità alla corrispondente perdita di punti e alle sanzioni accessorie.

Riepilogo punti patente persi per eccesso di velocità

Superamento del limite di velocità Punti decurtati Sanzione accessoria principale
Fino a 10 km/h 0 punti Nessuna
Tra 11 km/h e 40 km/h 3 punti Nessuna
Tra 41 km/h e 60 km/h 6 punti Sospensione della patente da 1 a 3 mesi
Oltre 60 km/h 10 punti Sospensione della patente da 6 a 12 mesi

Questa tabella ti dà una visione d'insieme immediata di cosa rischi a seconda di quanto hai superato il limite. Come puoi vedere, non si tratta solo di punti, ma anche del rischio concreto di vedersi sospendere la patente.

Le fasce di velocità e le sanzioni: facciamo chiarezza

Per capire davvero cosa rischi quando prendi una multa per eccesso di velocità, devi prima di tutto conoscere le diverse fasce di sanzione. Il Codice della Strada non è un muro invalicabile: è un sistema a scaglioni, pensato per punire in modo proporzionale alla gravità dell'infrazione.

Più vai forte, più paghi. E non solo in termini economici. Le conseguenze sulla tua patente diventano via via più pesanti. Ogni "scalino" di velocità ha le sue regole precise: non cambia solo l'importo della multa, ma anche la decurtazione dei punti e il rischio di vedersi sospendere la patente.

Fascia 1: superamento fino a 10 km/h

Partiamo dal caso più lieve. Se superi il limite di velocità di un soffio, al massimo di 10 km/h, puoi tirare un sospiro di sollievo: nessun punto verrà toccato.

Attenzione però, non significa che te la cavi senza conseguenze. La sanzione amministrativa c'è e va da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro. Ricorda sempre che, come per tutte le altre multe, l'importo viene maggiorato di un terzo se l'infrazione avviene di notte (dalle 22:00 alle 7:00).

Fascia 2: superamento tra 11 km/h e 40 km/h

Qui le cose iniziano a farsi più serie. Se il tachimetro segna tra 11 e 40 km/h oltre il limite, scatta la prima penalità sulla patente: ti vengono tolti 3 punti.

Anche il portafoglio ne risente di più. La multa in questo caso oscilla tra i 173 e i 695 euro. È questa la fascia in cui finiscono la maggior parte degli automobilisti, spesso per una semplice distrazione che però costa cara.

Per darti un'idea visiva immediata, questa infografica riassume bene la progressione delle sanzioni.

Infographic about multa per eccesso di velocità punti

Come vedi, all'aumentare della velocità, non solo la sanzione economica lievita, ma anche la perdita di punti e il rischio di sanzioni accessorie diventano un problema concreto.

Fascia 3: superamento tra 41 km/h e 60 km/h

Ora entriamo in una zona decisamente pericolosa. Superare il limite di oltre 40 km/h (ma non oltre i 60 km/h) è un'infrazione grave, e le conseguenze si fanno sentire pesantemente.

  • Punti decurtati: La perdita raddoppia e sale a 6 punti.
  • Sanzione accessoria: Scatta la sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi.
  • Sanzione pecuniaria: L'importo si impenna, andando da 544 a 2.174 euro.

Per fare un esempio pratico: se su una strada con limite a 90 km/h vieni beccato a 135 km/h, sei esattamente in questa categoria, con tutto ciò che ne consegue.

È fondamentale tenersi aggiornati, perché le normative cambiano. Per il 2025, ad esempio, sono state inasprite proprio le sanzioni per le violazioni più gravi. Superare il limite tra 40 e 60 km/h comporterà multe ancora più salate, in una stretta pensata per aumentare la sicurezza. Se vuoi saperne di più, puoi approfondire le nuove sanzioni per il 2025 sui limiti di velocità.

Fascia 4: superamento di oltre 60 km/h

Siamo arrivati al livello massimo, la violazione più grave che il Codice della Strada possa contemplare per l'eccesso di velocità.

Superare il limite di oltre 60 km/h non è una distrazione, ma un comportamento di guida folle. La legge lo punisce con la massima severità possibile, perché mette a repentaglio la vita di tutti.

Le conseguenze qui sono drastiche e immediate:

  1. Decurtazione di 10 punti dalla patente.
  2. Sospensione della patente da 6 a 12 mesi.
  3. Sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 3.382 euro, partendo da un minimo di 845 euro.

E non è finita. Se commetti la stessa infrazione due volte nell'arco di due anni (recidiva), la legge prevede la revoca definitiva della patente. Una misura estrema che fa capire quanto sia grave questo tipo di comportamento.

La procedura per comunicare i dati del conducente

Quando ricevi una multa per eccesso di velocità che prevede la decurtazione di punti, la storia non finisce lì. Scatta infatti un secondo, e importantissimo, obbligo: comunicare chi era davvero al volante al momento dell'infrazione.

Questo passaggio è cruciale. La perdita dei punti è una sanzione personale, strettamente legata a chi ha commesso la violazione, e non può essere addebitata in modo generico al proprietario dell'auto.

Una persona compila un modulo per comunicare i dati del conducente dopo una multa

L'onere della comunicazione ricade sempre sul proprietario del veicolo, cioè la persona a cui viene notificata la multa a casa. Insieme al verbale, troverai un modulo da riempire con i dati anagrafici e il numero di patente di chi guidava.

Attenzione ai tempi: hai solo 60 giorni dalla data di notifica del verbale per inviare questa comunicazione. Scaduto quel termine, anche se hai già pagato la multa, le cose si complicano e il portafoglio si alleggerisce.

Cosa succede se non comunichi i dati

Molti si chiedono: "E se semplicemente ignoro la richiesta?". La legge, su questo punto, parla chiaro. La mancata comunicazione dei dati del conducente entro i termini fa scattare una seconda multa, completamente separata dalla prima.

L'omessa comunicazione dei dati del conducente comporta una sanzione aggiuntiva che va da un minimo di 291 euro a un massimo di 1.166 euro. In pratica, paghi per "compensare" il fatto che nessuno perderà i punti.

È una scelta strategica che alcuni automobilisti fanno per salvare il punteggio sulla patente, ma ha un costo non indifferente. Bisogna pensarci bene, specialmente se si è già a corto di punti. Se vuoi approfondire tutti i cavilli legali, abbiamo preparato una guida completa sulla comunicazione dei dati del conducente secondo l'Art. 126-bis.

E se non ricordo chi guidava?

Può succedere. Magari sono passati mesi tra l'infrazione e la notifica del verbale, e ricordare chi fosse al volante diventa un'impresa, specialmente con auto aziendali o usate da tutta la famiglia. Cosa si fa in questi casi?

Le opzioni non sono molte, ma esistono. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9555/2018, ha aperto uno spiraglio: se è passato molto tempo, il proprietario può essere giustificato se non ricorda, a patto però di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per risalire al conducente.

Le strade percorribili, concretamente, sono due:

  • Pagare la seconda multa: È la via più semplice e sicura per chiudere la faccenda senza ulteriori strascichi legali.
  • Contestare la sanzione: Se credi di avere delle buone ragioni (come un ritardo eccessivo nella notifica), puoi tentare il ricorso, ma l'esito non è per nulla scontato.

Gestire bene questo adempimento è fondamentale. Una comunicazione fatta nei tempi e nei modi corretti ti risparmierà una spesa salata e inaspettata, mettendo la parola fine alla multa per eccesso di velocità.

Ecco la sezione riscritta secondo le tue indicazioni, con uno stile umano, naturale ed esperto, in linea con gli esempi forniti.


Neopatentati e decurtazione punti: le regole speciali da conoscere

Se hai la patente da meno di tre anni, per il Codice della Strada sei un "neopatentato". E quando si tratta di multe per eccesso di velocità e punti, sappi che le regole del gioco per te sono completamente diverse. E molto, molto più severe.

Perché questa severità? La logica è semplice: chi ha meno esperienza al volante è, statisticamente, un rischio maggiore. La legge, quindi, impone un percorso più rigido per incoraggiare una guida prudente fin dal primo giorno.

Il punto centrale di questa disciplina speciale è uno solo: il raddoppio della decurtazione dei punti.

In parole povere, ogni violazione che comporta una perdita di punti, a un neopatentato costa il doppio. Se un automobilista esperto perde 3 punti per un eccesso di velocità, tu ne perderai 6.

Questo meccanismo di "sanzione aggravata" è pensato per essere un deterrente fortissimo. Rende ogni piccola distrazione un potenziale disastro per la tua licenza di guida, perché il rischio di azzerare il saldo punti si fa improvvisamente molto concreto.

Come funziona il raddoppio dei punti nella pratica

Vediamo un esempio pratico per capire l'impatto reale di questa regola. Mettiamo caso che tu superi il limite di velocità di 30 km/h su una strada extraurbana.

  • Conducente esperto: si vedrà recapitare una multa con una decurtazione di 3 punti.
  • Neopatentato: per la stessa identica infrazione, la decurtazione sale a 6 punti.

Lo stesso principio, ovviamente, si applica alle violazioni più gravi. Se superi il limite di oltre 40 km/h, la sanzione standard è di 6 punti. Per te che sei neopatentato, diventano ben 12 punti persi in un colpo solo. Più della metà del tuo "tesoretto" iniziale.

Capisci bene che basta un'infrazione seria, magari sommata a una più leggera commessa in precedenza, per ritrovarti con la patente azzerata e l'obbligo di rifare l'esame di guida.

Occhio ai limiti di velocità: per i neopatentati sono più bassi

Ma non è finita qui. Oltre al raddoppio dei punti, i neopatentati devono rispettare limiti di velocità specifici, che sono più restrittivi. Questo aumenta ulteriormente la probabilità di commettere un'infrazione, anche involontariamente.

Per i primi tre anni dal conseguimento della patente, i tuoi limiti sono:

  • 100 km/h in autostrada (invece dei 130 km/h)
  • 90 km/h sulle strade extraurbane principali (invece dei 110 km/h)

Queste limitazioni, unite alla regola del raddoppio, creano una "tempesta perfetta". Il rischio di subire una pesante decurtazione di punti per eccesso di velocità è molto più alto. È un sistema pensato per proteggerti, certo, ma che richiede massima concentrazione per non compromettere la patente fin da subito.

Come contestare la multa e salvare i punti della patente

Ricevere una multa non significa per forza doverla pagare a occhi chiusi. Un verbale per eccesso di velocità non è una sentenza definitiva, ma un atto amministrativo che, come tanti, può nascondere errori o vizi in grado di renderlo nullo. Insomma, contestare non solo è possibile, ma spesso è la strategia vincente per schivare sia la batosta economica sia la temuta decurtazione dei punti dalla patente per eccesso di velocità.

Molti automobilisti, purtroppo, non sanno che una multa può essere annullata per semplici motivi tecnici o procedurali. Non si tratta di cercare scappatoie, ma di far valere i propri diritti, assicurandosi che la legge sia stata applicata fino all'ultima virgola. Dall'analisi del verbale alla verifica dell'autovelox, ogni singolo dettaglio può fare la differenza.

Un avvocato esamina un verbale di multa per eccesso di velocità al computer

Identificare i vizi di forma e le irregolarità

La prima linea di difesa è un'analisi attenta e quasi maniacale del verbale. Un errore, anche uno che sembra da poco, può trasformarsi nella chiave di volta per un ricorso di successo.

I vizi più comuni da cercare con la lente d'ingrandimento sono:

  • Dati errati o mancanti: Controlla che la targa del veicolo, la data, l'ora e il luogo dell'infrazione siano scritti in modo perfetto, senza la minima sbavatura.
  • Mancata indicazione della taratura: Il verbale deve riportare la data dell'ultima taratura dell'autovelox. Se questa informazione manca, la multa è già zoppa e fortemente contestabile.
  • Assenza del decreto prefettizio: La postazione di controllo deve essere stata autorizzata da un decreto del Prefetto. Gli estremi di questo decreto devono essere scritti nero su bianco nel verbale.

Questi sono solo alcuni esempi. Un'analisi professionale, come quella che offriamo qui a MultaKO, è cruciale per scovare ogni possibile appiglio legale. Se vuoi scavare più a fondo, abbiamo preparato una guida completa sulla contestazione di una multa da autovelox.

Questioni tecniche e segnaletica stradale

Oltre ai vizi di forma, ci sono aspetti tecnici che possono demolire la validità di una multa. Lo strumento che ha rilevato la tua velocità, l'autovelox, non deve essere solo omologato dal Ministero, ma anche sottoposto a revisione periodica. Se il dispositivo non è in regola, la sua misurazione è carta straccia.

Un altro punto fondamentale, spesso sottovalutato, è la segnaletica. La presenza di un autovelox va sempre presegnalata con cartelli specifici, messi a una distanza adeguata e perfettamente visibili. Se il cartello non c'è, è nascosto da un albero o posizionato male, la multa può essere annullata.

Ricorda bene: è l'amministrazione che deve dimostrare che lo strumento funzionava alla perfezione e che la segnaletica era in regola. Non sei tu a dover provare il contrario.

Non dimentichiamoci che le multe stradali sono una fonte di guadagno non indifferente per gli enti locali. Giusto per darti un'idea, nei primi nove mesi del 2023 gli incassi hanno toccato 1,253 miliardi di euro, con la Lombardia in testa a questa classifica. Numeri che fanno capire quanto sia importante verificare ogni verbale con la massima attenzione.

Le due strade del ricorso a confronto

Se, dopo aver analizzato il verbale, decidi di contestare, ti trovi davanti a un bivio. Hai due opzioni principali, e la scelta dipende da vari fattori come i costi, i tempi e la complessità del tuo caso specifico.

Per aiutarti a fare chiarezza, abbiamo messo a confronto le due strade principali.

Confronto delle opzioni di ricorso disponibili

Criterio di valutazione Ricorso al Prefetto Ricorso al Giudice di Pace
Termine Entro 60 giorni dalla notifica Entro 30 giorni dalla notifica
Costo Gratuito Contributo unificato (a partire da 43 €)
Procedura Amministrativa, senza udienza Giurisdizionale, con possibile udienza
Esito in caso di perdita Pagamento del doppio della multa Pagamento della multa originaria e spese legali

Valutare quale strada imboccare è una decisione strategica. Un servizio esperto non solo analizza il tuo caso, ma ti aiuta a scegliere l'opzione con le più alte probabilità di successo, trasformando quello che sembra un rischio in una reale opportunità per salvare i punti della tua patente.

I dubbi più comuni su multe per eccesso di velocità e punti patente

Quando arriva una multa per eccesso di velocità, insieme al verbale arrivano anche un sacco di dubbi e incertezze. È normale sentirsi un po' persi tra leggi, scadenze e procedure che sembrano fatte apposta per confondere.

Proprio per questo, abbiamo messo insieme una raccolta delle domande più frequenti che ci vengono poste dagli automobilisti, con risposte chiare, dirette e, soprattutto, pratiche. Il nostro obiettivo è semplice: darti gli strumenti giusti per capire come muoverti, con più sicurezza e consapevolezza.

Cosa succede se non comunico i dati del conducente?

Questa è forse la domanda più "strategica" di tutte. Se decidi di non comunicare entro 60 giorni chi era alla guida al momento dell'infrazione, la conseguenza diretta è che eviti la decurtazione dei punti sulla patente del proprietario del veicolo.

Attenzione, però: questa scelta ha un costo. Ti verrà notificata una seconda multa, specifica per l'omessa comunicazione, che va da un minimo di 291 euro a un massimo di 1.166 euro. Molti scelgono questa opzione per salvare punti preziosi, magari perché ne hanno pochi rimasti. È una valutazione puramente personale: devi fare bene i tuoi conti e capire se il gioco vale la candela.

Si possono recuperare i punti persi sulla patente?

Assolutamente sì. Perdere punti non è mai una situazione definitiva e, per fortuna, il sistema prevede dei modi per recuperarli.

Le strade principali sono due:

  • Corsi di recupero: È la via più rapida. Frequenti un corso specifico in un'autoscuola autorizzata e, una volta terminato, ti vengono riaccreditati subito 6 punti.
  • Buona condotta: Se per due anni di fila non commetti altre infrazioni che prevedono la perdita di punti, il tuo saldo torna automaticamente al punteggio di partenza di 20 punti.

In più, c'è anche un meccanismo che premia i più virtuosi. Se hai già 20 punti e per due anni non commetti infrazioni, ricevi un bonus di 2 punti, fino a raggiungere un tetto massimo di 30 punti.

La tolleranza del 5% sull'autovelox vale sempre?

Sì, sempre. La tolleranza strumentale è un diritto previsto dalla legge, non una concessione. Si parte dal presupposto che nessun apparecchio elettronico è perfetto, quindi viene sempre applicato un margine di errore a favore dell'automobilista.

La regola è facile da ricordare: alla velocità registrata dall'autovelox si toglie il 5%, con un minimo inderogabile di 5 km/h. La velocità che leggi sul verbale è già il risultato di questo calcolo, quindi è già "scontata".

Facciamo un esempio pratico. Il limite è di 50 km/h e l'autovelox ti "fotografa" a 57 km/h. A questa velocità viene applicata la tolleranza minima di 5 km/h. La velocità che verrà messa a verbale sarà quindi di 52 km/h (57 – 5), il che ti fa rientrare nella prima fascia di sanzione, quella meno pesante. Capire questo piccolo calcolo è cruciale per comprendere l'effettiva gravità dell'infrazione che ti è stata contestata.

In che modo un servizio di ricorsi può aiutarmi a non perdere i punti?

Pensa a un servizio specializzato in ricorsi, come MultaKO, come a un copilota esperto in Codice della Strada. Il suo lavoro non è inventarsi scappatoie, ma analizzare minuziosamente il verbale per assicurarsi che ogni singola virgola sia conforme alla legge.

L'approccio è quasi scientifico. Un team di esperti va a caccia di vizi di forma, errori procedurali o problemi tecnici che possono rendere nulla la multa. Tra i più comuni ci sono:

  • Errori nella notifica del verbale
  • Mancata revisione o taratura dell'autovelox
  • Segnaletica stradale assente, nascosta o non a norma
  • Decreti del prefetto mancanti o con vizi

Se emergono motivi validi per fare ricorso, il servizio si occupa di tutta la gestione della pratica. L'obiettivo finale è uno solo: ottenere l'annullamento completo del verbale. In questo modo, spariscono sia la multa da pagare sia la conseguenza più fastidiosa: la decurtazione dei punti per eccesso di velocità. In pratica, la tua patente è al sicuro.


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