L’Importanza delle Prove nella Contestazione delle Violazioni per eccesso di velocità.

Il Caso Giudiziario e la Disputa sulla Violazione del Codice della Strada: Analisi e Risoluzione

Il Comune di (Omissis) si trova al centro di una controversia legale riguardante una presunta violazione del codice della strada da parte della società G.L. e D. s.n.c. La vicenda prende avvio da un verbale di contestazione emesso dal Comando Polizia Locale per eccesso di velocità su una strada extraurbana secondaria nel territorio di (Omissis).

La sentenza del giudice di pace di Mantova, che aveva accolto l’opposizione presentata dalla società G.L. e D. s.n.c., è stata oggetto di appello da parte del Comune, che sosteneva la legittimità della contestazione e contestava l’assenza di validi motivi alla base della sentenza di primo grado.

La controversia si incentra sulla corretta applicazione delle norme procedurali e sulla legittimità dell’uso di un dispositivo di controllo della velocità su una strada extraurbana secondaria. La sentenza del Tribunale di Mantova, tuttavia, respinge l’appello del Comune, sostenendo che l’omessa lettura delle motivazioni e del dispositivo in udienza comporta la nullità della sentenza di primo grado.

Il Tribunale richiama il Decreto Legislativo n. 121 del 2002, che disciplina l’installazione di dispositivi di controllo del traffico sulle strade extraurbane principali e autostrade. Si sottolinea che sulle strade extraurbane secondarie, come quella coinvolta nel caso, l’installazione di tali dispositivi è consentita solo con un decreto del prefetto che individua le strade idonee. La sentenza sottolinea che la validità di tale decreto deve basarsi sulle caratteristiche “minime” della strada, secondo la definizione del Codice della strada.

Il Tribunale afferma che la valutazione delle caratteristiche del tratto stradale può essere sindacata dal giudice di merito, che può disapplicare il decreto prefettizio e annullare la multa se mancano le prove della conformità della strada alle specifiche richieste dalla legge.

La sentenza sottolinea che nel caso in questione, il Comune non ha fornito prove sufficienti della legittimità del decreto prefettizio, limitandosi a presentare il decreto stesso senza allegare documentazione sulla conformità del tratto stradale alle norme. Pertanto, il Tribunale conclude che la mancanza di prove sulla conformità della strada alle caratteristiche richieste rende illegittima la contestazione basata sul verbale.

In risposta al ricorso del Comune, la Corte di Cassazione rigetta il primo motivo di ricorso, sostenendo che il Tribunale di Mantova si è correttamente pronunciato sulla nullità della sentenza di primo grado in base alle norme procedurali.

Tuttavia, la Corte accoglie il secondo motivo di ricorso del Comune, dichiarando che il Tribunale non ha correttamente applicato i principi relativi all’onere della prova per la disapplicazione del provvedimento prefettizio. La Corte ribadisce che spetta al ricorrente dimostrare l’erroneità del decreto prefettizio, e la mancanza di tali prove non giustifica la disapplicazione automatica del provvedimento.

Di conseguenza, la Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia il caso al Tribunale di Mantova in una diversa composizione, che dovrà riesaminare la questione alla luce delle osservazioni della Corte di Cassazione e regolare le spese del giudizio di legittimità.

In conclusione, il caso evidenzia l’importanza dell’osservanza delle norme procedurali e dell’onere probatorio nelle controversie legate alle violazioni del codice della strada, sottolineando la necessità di una documentazione accurata e completa per sostenere la legittimità delle contestazioni.

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