Articolo 7 del Codice della Strada Italiano: Una Guida e le Possibili Contestazioni

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l Codice della Strada italiano, fondamentale per regolare il traffico e garantire la sicurezza su strada, affronta in maniera dettagliata una serie di disposizioni, tra cui l’Articolo 7. Questo articolo si concentra, molto brevemente, sul comportamento dei conducenti durante la marcia e sull’importanza di rispettare le norme per garantire la sicurezza stradale.

L’Articolo 7: Principi Fondamentali

L’Articolo 7 stabilisce i principi fondamentali che devono essere seguiti dai conducenti per evitare incidenti e per mantenere un flusso di traffico sicuro ed efficiente. Tra le disposizioni principali, vi è l’obbligo di rispettare le regole di precedenza, di moderare la velocità in condizioni particolari e di seguire le indicazioni degli agenti del traffico.

Cosa dispone il nuovo art. 7 del codice della strada ?

   1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:
      a) adottare i provvedimenti indicati nell’art. 6 commi 1, 2 e 4;
      b) limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti, per le rispettive competenze, il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministro per i beni culturali e ambientali;
      c) stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade, ovvero in una determinata intersezione, in relazione alla classificazione di cui all’art. 2 , e, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano, prescrivere ai conducenti, prima di immettersi su una determinata strada, l’obbligo di arrestarsi all’intersezione e di dare la precedenza a chi circola su quest’ultima;
      d) (1) riservare limitati spazi alla sosta, a carattere permanente o temporaneo, ovvero anche solo per determinati periodi, giorni e orari:
         1) dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12 dei vigili del fuoco e dei servizi di soccorso (3);
         2) dei veicoli adibiti al servizio di persone con disabilità, munite del contrassegno di cui all’articolo 381, comma 2, del regolamento;
         3) dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni, munite di contrassegno speciale, denominato “permesso rosa”;
         4) dei veicoli elettrici;
         5) dei veicoli per il carico e lo scarico delle merci nelle ore stabilite;
         6) dei veicoli adibiti a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;
         7) dei veicoli adibiti al trasporto scolastico nelle ore stabilite;

      e) stabilire aree nelle quali è autorizzato il parcheggio dei veicoli;
      f) stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
      g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli di categoria N, ai sensi della lettera c) del comma 2 dell’articolo 47, utilizzati per il carico e lo scarico di cose;
      h) istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan di cui all’art. 185;
      i) riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana;
      i-bis) stabilire che su strade classificate di tipo E, E-bis, F o F bis, ove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h ovvero su parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possano circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia prescritto per tutti gli altri veicoli, lungo la corsia ciclabile per doppio senso ciclabile presente sulla strada stessa. La facoltà può essere prevista indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. Tale modalità di circolazione dei velocipedi è denominata “doppio senso ciclabile” ed è individuata mediante apposita segnaletica;
      i-ter) consentire la circolazione dei velocipedi sulle strade di cui alla lettera i), purché non siano presenti binari tramviaria raso ed a condizione che, salvo situazioni puntuali, il modulo delle strade non sia inferiore a 4,30 m.
   2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20, salvo che sia diversamente indicato nel relativo segnale.
   3. Per i tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza del prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a), sono di competenza dell’ente proprietario della strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) sono di competenza del comune, che li adotta sentito il parere dell’ente proprietario della strada.
   4. Nel caso di sospensione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione o per
esigenze di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o limitazioni di carattere temporaneo o permanente, possono essere accordati, per accertate necessità, permessi subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell’espletamento delle proprie mansioni, nonché dalle persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno speciale.
   5. Le caratteristiche, le modalità costruttive, la procedura di omologazione e i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi di controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
   6. Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.
   7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro nonché a interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale e per migliorare la mobilità urbana.
   8. Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.
   9. I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta. Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni possono subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sono individuate le tipologie dei comuni che possono avvalersi di tale facoltà, le modalità di riscossione del pagamento, le categorie dei veicoli esentati, nonché, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, i massimali delle tariffe, da definire tenendo conto delle emissioni inquinanti dei veicoli e delle tipologie dei permessi (2).
   9-bis. Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.
   9-ter. I comuni possono stabilire, all’interno di una determinata zona a traffico limitato, diversi tempi massimi di permanenza, tra l’ingresso e l’uscita, anche differenziati per categoria di veicoli o di utenti. (4)
   10. Le zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate mediante appositi segnali.
   11. Nell’ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone di particolare rilevanza urbanistica nelle quali sussistono condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i comuni hanno facoltà di riservare, con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso.
   11-bis. Nelle zone scolastiche urbane può essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definiti con ordinanza del sindaco. I divieti di circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuolabus, agli autobus destinati al trasporto degli alunni frequentanti istituti scolastici, nonché ai titolari di contrassegno di cui all’articolo 381, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. Chiunque viola gli obblighi, le limitazioni o i divieti previsti al presente comma è soggetto alla sanzione amministrativa di cui al comma 13-bis.
   12. Per le città metropolitane le competenze della giunta e del sindaco previste dal presente articolo sono esercitate rispettivamente dalla giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano.
   13. Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87,00 a euro 344,00.
   13-bis. Chiunque, in violazione delle limitazioni previste ai sensi della lettera b) del comma 1, circola con veicoli appartenenti, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168,00 a euro 678,00 e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
   14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42,00 a euro 173,00. La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83,00 a euro 332,00.
   15. Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 26,00 a euro 102,00 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.
   15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 769,00 a euro 3.095,00. Se nell’attività sono impiegati minori, o se il soggetto è già stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento definitivo, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da euro 2.000,00 a euro 7.000,00. È sempre disposta la confisca delle somme percepite, secondo le modalità indicate al titolo VI, capo I, sezione II.

Violazioni e Verbali: Un Panorama Generale

In alcuni casi, i conducenti possono trovarsi a ricevere un verbale per presunte violazioni dell’Articolo 7. Queste violazioni possono variare da infrazioni leggere a comportamenti più gravi che minacciano la sicurezza stradale. Tuttavia, esistono circostanze in cui è possibile contestare un verbale e chiedere l’annullamento della sanzione.

Motivi per Annullare un Verbale secondo l’Articolo 7

      1. Errore nella Rilevazione: Se si crede che la violazione sia stata erroneamente rilevata, ad esempio a causa di un malfunzionamento dei dispositivi di controllo elettronici o errori umani, è possibile contestare il verbale.

      1. Segnaletica Non Chiara o Assente: Se la segnaletica stradale non è chiara o mancante, i conducenti potrebbero commettere errori involontari. In questi casi, è possibile contestare il verbale sostenendo che la segnaletica era inadeguata.

      1. Emergenze o Necessità: In situazioni di emergenza o necessità, i conducenti potrebbero essere costretti a compiere azioni al di fuori delle norme standard. Se si può dimostrare che la violazione era dovuta a una situazione di forza maggiore, è possibile contestare il verbale.

      1. Errore di Identificazione del Veicolo o del Conducente: Se esistono dubbi sull’identità del veicolo o del conducente coinvolti nella presunta violazione, è possibile contestare il verbale fornendo prove che dimostrino l’errore.

    La Procedura di Contestazione

    La contestazione di un verbale richiede una procedura specifica. È importante raccogliere tutte le prove pertinenti, compilare il modulo di opposizione e presentare il ricorso entro i termini stabiliti dalla legge. Ricordiamo che per opporre il verbale innanzi al giudice di pace del posto dove è stata commessa l’infrazione il termine è di 30 giorni dalla notifica, mentre, innanzi al Prefetto competente il termine è di 60 giorni dalla notifica.

    In conclusione, l’Articolo 7 del Codice della Strada italiano è cruciale per garantire una circolazione sicura.

     Tuttavia, in situazioni in cui i conducenti ritengono di essere stati sanzionati ingiustamente, hanno il diritto di contestare il verbale presentando le giuste argomentazioni e prove. La corretta applicazione delle norme e la tutela dei diritti dei conducenti sono elementi chiave per mantenere un sistema di regolamentazione del traffico equo ed efficace.

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